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Pianeta Sicilia e turismo. Etna Oggi: I Colori della Trinakria

Montalbano Elicona alla competizione “Il Borgo dei Borghi ,sabato 10 novembre, la presentazione del Borgo nel corso della trasmissione

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Montalbano Elicona già Borgo dei Borghi 2015 è stato ripescato dalla Rai e dall’Associazione I Borghi più belli d’Italia per l’edizione straordinaria della competizione “Il Borgo dei Borghi. La Grande Sfida” alla quale partecipano altri 59 Borghi. La prima fase eliminatoria prevede tre gruppi composti da 20 Borghi ciascuno. Montalbano Elicona è stato inserito nel gruppo B.

La votazione partita il 9 ottobre, è attualmente in corso ed è possibile votare on line dal link: http://www.rai.it/borgodeiborghi/ una volta al giorno per tutta la competizione, registrandosi nel portale della Rai oppure loggandosi con le credenziali del profilo Facebook personale.

L’amministrazione comunale con una strategia mirata ed organizzata sta puntando alla promozione specialmente dai social. La pagina Facebook ufficiale Montalbano Elicona – Borgo dei Borghi è diventato lo strumento promozionale principale nella quale vengono postate giornalmente tutte le informazioni relative alla gara. La pagina molto visitata, ha registrato negli ultimi giorni oltre 500 mila visualizzazioni, grazie ad un approfondito lavoro di web e social media marketing. Migliaia già le interazioni che si auspica si tramutino in voti utili.

La competizione è stata definita dalla Rai, “LA GRANDE SFIDA” sia per il numero di partecipanti ma anche per l’importanza che oggi rivestono i Borghi in Italia. Le puntate saranno trasmesse su Rai 3 in prima serata tutti i sabati di novembre con la finalissima prevista giorno 24. La presentazione del Borgo di Montalbano sarà trasmessa durante la trasmissione di sabato 10.

Si invita tutta cittadinanza siciliana a votare in massa Montalbano Elicona perchè è sicuramente uno dei luoghi più suggestivi della Sicilia, ricco di storia ed arte e detiene una bellezza naturalistica unica nel suo genere. Basta pensare allo straordinario fascino fiabesco dei luoghi storici come il Castello Svevo Aragonese, il Borgo Medievale e la parte naturalistica dell’Argimusco (candidato a Patrimonio dell’Umanità) ed il Bosco di Malabotta, ed infine alle esclusive prelibatezze dell’enogastronomia riconosciute in tutto il mondo. Il Borgo è anche strutturato nei servizi di accoglienza turistica ed oggi si lega in rete ed in sinergia con altri siti importanti (come le big destination, Taormina ed Etna dal lato sud e le Eolie , Tindari e Milazzo a nord) per proporsi al mercato globale del turismo che conta. Questa è un’occasione che unisce tutti e rappresenta la volontà di un immediato riscatto della nostra amata Sicilia, una nuova opportunità, comunque irripetibile che non possiamo lasciarci sfuggire per l’enorme induzione ed esposizione mediatica in caso di vittoria.

 

Sicilia, triangolo di culture tra luci e bellezze

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Giuseppe Tornatore inaugura la nuova edizione
della Guida ai sapori e ai piaceri della Sicilia, in edicola dal 9 novembre
Il 15 novembre, ore 18, la presentazione a palazzo Abatellis a Palermo

La Guida ai Sapori e Piaceri della Sicilia torna per la sua terza edizione con un un ospite speciale ad aprire il volume, in edicola dal 9 novembre (10,90 euro + il quotidiano): è Giuseppe Tornatore, nei panni di inedito Cicerone, a raccontare la “sua” isola in una lunga intervista, dall’infanzia a Bagheria, agli splendidi luoghi dei suoi film, passando al rapporto tra arte, cinema e cibo, che caratterizza la Sicilia, percorrendo sempre il filo dei ricordi e degli affetti del regista premio Oscar.

 

“Ricordo, in estate, quando le famiglie preparavano il concentrato di pomodoro, occupando tutto lo slargo della strada e le macchine erano costrette a deviare percorso – racconta ad esempio Tornatore – Cominciavano la mattina presto, ai primi raggi del sole: stendevano per strada gli scanaturi, quelle tavole in legno molto grandi dove versavano il succo rosso di pomodoro che avevano spremuto a mano in un apposito strumento chiamato tabarè, e poi lo giravano sempre a mano per ore e ore sotto il sole”.

 

A tanti anni di distanza Tornatore, che non ha mai smesso per un attimo di sentirsi e di pensare siciliano – spiega il direttore delle Guide Giuseppe Cerasa ha accettato di ripercorrere con noi, in una sorta di diario breve e fuori dagli schemi, i più bei ricordi di questa isola incantata. E lo fa partendo dai profumi, dalle zagare, dagli azzurri, dal mare, dal giallo di quei campi di grano che il papà Peppino batteva giorno e notte pur di stare vicino, da vero sindacalista, ai contadini e alla povera gente di Sicilia. In questa intervista redatta dal nostro Mario Luongo, ci sono pezzi autentici di Trinacria e di sicilitudine, di storia e di futuro e di speranza, c’è il condimento di una passione e di un regista poi consacrato e riconosciuto in tutto il mondo”.

 

E proprio prendendo spunto da una frase di Leonardo Sciascia, per il quale “la Sicilia è di per sé cinema”, il viaggio nell’isola prosegue con una nuova sezione dedicata agli Itinerari del Cinema: dai luoghi della saga de Il Padrino a quelli di Luchino Visconti, fino a immergersi nelle atmosfere magiche di Salina dove Massimo Troisi ha vestito i panni di Mario Ruoppolo nel film Il Postino, o quelle che il commissario Montalbano ha portato nelle case di milioni di italiani grazie alla penna di Andrea Camilleri.

 

Un’altra novità è quella degli Itinerari del Mito, con i quali si riscoprono diverse fette di Sicilia attraverso la filigrana dei miti e leggende più particolari, da Polifemo che diede vita alla Riviera dei Ciclopi o la storia di Alfeo e Aretusa legata a Ortigia e Siracusa, o il Ratto di Proserpina che porta il lettore tra le campagne dell’ennese.

Una terra che è sempre stata prigioniera del sogno, della triangolazione delle civiltà, della contaminazione senza esercitare ritualità barbare o razziste – continua Cerasa introducendo il volume – ed è per questo che la Sicilia si è potuta permettere di ospitare tante culture aspirando da ognuna di esse il nettare che la storia riserva solo ai popoli di carattere”.

 

Gli fa eco il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci: “Sicilia mitologica e mitica, terra di seduzione che incantò i viaggiatori arabi del Medioevo e quelli moderni del Grand Tour, ispira tanta letteratura, arte e cinematografia. (…) Sicilia di luci e ombre. Luci da valorizzare, da promuovere, da accendere sulle eccellenze, sui fiori  all’occhiello che sono tantissimi, legati alle risorse naturali, ma pure alla laboriosità, alle intuizioni felici, alla progettualità e alla creatività del popolo siciliano”

 

E così la guida si snoda tra sapori e piaceri, con 858 ristoranti di tutta la regione, a quali si aggiungono 418 botteghe del gusto, 96 dimore di charme, le ricette degli chef siciliani, fino ai produttori di olio e quelli di vino, raccontati per questa edizione in un modo nuovo, attraverso 11 storie di realtà che fotografano una Sicila enologica fresca, dinamica, con un’importante componente femminile.

 

La presentazione della Guida ai Sapori e Piaceri della Sicilia si terrà giovedì 15 novembre alle ore 18, presso palazzo Abatellis a Palermo.

 

Il volume sarà successivamente in vendita nelle librerie e on line su Amazon, Ibs e sul nostro store on line al link bit.ly/GuideRepubblica

Cento piante di ulivo per la rinascita dei Nebrodi: Serata di beneficenza nella Torre di San Giorgio a Castel di Tusa

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Cento piante di ulivo per la rinascita dei Nebrodi: Serata di beneficenza nella Torre di San Giorgio a Castel di Tusa, tra cultura ed eventi gastronomici.

Lunedì 24 Settembre a partire dalle ore 17.30, nel trecentesco castello di San Giorgio, dimora dei baroni Salamone, ospiti della Torre dell’Arte e del Gusto e della Salamone Sinergy Groop, di cui è presidente il giovane manager Placido Salamone, si terrà il prestigioso evento benefico denominato l’Altra Sicilia, che alternerà momenti culturali, show cooking a degustazioni gastronomiche, tutto all’insegna del buon gusto e dell’arte. Madrina della serata Donna Costanza Afan De Rivera, figlia di Giulia Florio, che insieme al barone Giuseppe Giaconia di Migaido e al professore Vittorio Lo Jacono, relazionerà sulla vita, sorte e miracoli di una delle famiglie protagoniste dell’ ottocento e primi del novecento siciliano: I Florio, con i mitici Donna Franca e don Ignazio Florio. Coordinerà gli incontri la giornalista Letizia Passarello, coadiuvata dal masterphotography Alessandro Savarese.

Durante la serata verranno offerti al sindaco di Tusa, avvocato Luigi Miceli, cento piante di ulivo destinate al rimboschimento della zona dei Nebrodi, martoriata dai numerosi incendi delle due estati scorse. L’uliveto che verrà a formarsi, sarà ricordato come l’Uliveto della Memoria. Ogni piantina porterà il nome di un donatore.

La Kermesse, patrocinata dal comune di Tusa e dalla Fondazione Elisabeth De Rotschild si aprirà con l’interpretazione poetica dell’artista Valeria Andreanò, allieva di Lollo Franco. A seguire una performance del barman Francesco Nucara, che proporrà un aperitivo di sua invenzione dedicato alla famiglia Florio. Successivamente si esibirà in uno show cooking lo chef Mario Di Vita.

Ospiti, oltre al regista Marco Maria Correnti, che presenterà il suo ultimo cortometraggio dal titolo “Il processo a Chinnici”, prodotto dai noti artisti Ficarra e Picone, l’imprenditore Nicola Fiasconaro, che proporrà una degustazione dei suoi celeberrimi panettoni. Il mondo dell’arte sarà rappresentato dall’attore cabarettista Sergio Vespertino e dal cantastorie Salvo Piparo, oltre che dal presidente di Federart Sicilia, Francesco Paolo Santoro.

Toccante esibizione sarà quella del gruppo Shalom Nigun Ensamble.

Alla fine della serata sarà offerta una cena a buffet. La partecipazione è solo su prenotazione telefonando al numero 3332561582.

PAN DEL DIAVOLO BAND – SOUND PROMOTION ARTISTI EMERGENTI

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Il Pan Del Diavolo è un duo folk rock formato da Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo.

Il gruppo nasce a Palermo nel 2006, nel 2008 vince il concorso Italia Wave Sicilia e registra la prima uscita discografica, ossia “Il Pan del Diavolo”.

I Pan del Diavolo hanno registrato il nuovo album, si chiama “FolkRockaBoom”

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Artist Promotion

A.M.R.E. > ARTISTI MERIDIONALI EMERGENTI RIUNITI

SICILY ISLAND PROJECT

 

 

Il magico “Teatro” del pastore Lorenzo

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Quando alcuni studenti di architettura, anni fa, parlarono con i loro professori del Teatro di Andromeda gli edotti risposero che non andava preso a modello perché dal punto di vista architettonico non rispettava molti criteri.

Quest’anno, Lorenzo Reina, che questo teatro lo ha costruito pietra su pietra nel corso di trent’anni, si è preso una bella rivincita.

Reina è stato invitato a partecipare alla XVI edizione della Biennale internazionale di Architettura, dove da giugno espone e racconta la sua grande passione lunga una vita.

A Santo Stefano Quisquina in provincia di Agrigento, nel cuore della Sicilia, c’è un teatro di pietra en plain air con una visuale mozzafiato su una vallata scoscesa. E non solo, c’è anche un parco ricco di opere artistiche realizzate da lui e sta anche costruendo un teatro al chiuso per le rappresentazioni in inverno, quando a mille metri di altezza sul livello del mare c’è molto freddo per stare all’aperto.

Lorenzo, per volontà del padre, è un pastore anche se avrebbe voluto essere uno scultore, parlare con lui è un piacere e una piacevole scoperta, ha molte cose da insegnare: conosce bene la storia, la filosofia, l’arte, l’astronomia e soprattutto le leggi della natura, ma è un autodidatta perché i suoi studi si fermano alla terza media.

Trent’anni fa quando era in giro per portare al pascolo il suo gregge di pecore nel suo appezzamento di terra e arrivò in questo belvedere naturale, vide le sue pecore disposte in modo sparso ma tutte rapite dalla bellezza della visuale, un momento ascetico di comunione assoluta con la natura e, perché no, anche con Dio.

Quel giorno si immagino un teatro dedicato alla costellazione di Andromeda proprio in quel punto che regala tramonti, notti stellate e panorami incredibili.

Cominciò a mettere una pietra sull’altra pietra, giorno dopo giorno, per trent’anni: «Ancora non ho smesso e spero di non smettere mai – dice Reina con il suo sorriso perfetto e i suoi occhi buoni – io mi sono talmente immedesimato in questo teatro che mi sento parte di esso e ho sempre voglia di miglioralo, proprio come faccio con me stesso».

E dopo una vita di sacrifici tra le soddisfazioni e le sofferenze quest’anno è arrivata la consacrazione: il suo teatro è un unicum architettonico ed è stato scelto ed è in esposizione tra i sessanta progetti a tema “Arcipelago Italia” al Padiglione Italia curato da Mario Cucinella, fino al 25 novembre.

«È la prima volta che un pastore espone alla biennale di architettura – aggiunge – ho dovuto rinunciare a tante cose nella mia vita per aiutare mio padre nei campi persino agli studi, mi sarebbe piaciuto fare l’università e invece prendevo in prestito i libri di mia sorella e li leggevo al pascolo».

Al teatro arrivano turisti da tutto il mondo, anche siciliani migrati all’estero, alcuni per assistere alle rappresentazioni o alle serate in programma al teatro. Ma con l’esposizione a Venezia i turisti sono più che raddoppiati, arrivando a 700 visite in un mese.

 

Fonte: https://www.balarm.it/

Granita all’acqua di mare per Pietro Di Noto.

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Domani 1° agosto, il maestro gelatiere Pietro Di Noto, nella puntata di “Quelle brave ragazze” che andrà in onda su Rai 1 a partire dalle ore 10:00, con la presenza di Veronica Maya, Valeria Graci, Arianna Ciampoli e La Mario, proporrà, primo al mondo, una granita in vari gusti, che avrà come ingrediente principale l’acqua di mare di Castel di Tusa, luogo in cui vive e lavora abitualmente.
Negli anni passati le acque del borgo marinaro della costa tirrenica Siciliana, sono state premiate con due bandierine del Fee, per la limpidezza e la purezza dei componenti, classificando Tusa, ed in particolare “Le Lampare“,come la seconda spiaggia più bella d’Italia dopo Maratea.
Pietro Di Noto, con le sue innovazioni in fatto di gelati e granite, è ormai ospite fisso, nei più noti programmi gastronomici e di attualità delle reti Rai. Il mese scorso, la conduttrice Elisa Isoardi, lo ha voluto in collegamento per il suo programma, proprio dalla spiaggia delle Lampare, insieme allo chef Mario Di Vita. I due maestri hanno proposto granite al pistacchio, alla caponata Siciliana e la tanto apprezzata al cannolo di ricotta.
Comunicato Stampa
by Letizia Passarello

Sicily Island, Terme di Segesta: acque bollenti e naturali tra i boschi

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Specchio d'acqua termale a Segesta

TERRA DI SICILIA, TERRA DI NATURA, ARIA, SOLE, MARE

Secondo la leggenda greca, l’acqua è così calda per volere della divinità Krimisòs che aveva alzato la temperatura per riscaldare la ninfa Egesta, che era fuggita dalla città di Troia distrutta dalla guerra.

Questo racconto mitologico collega la fondazione di Segesta all’arrivo dei troiani che avrebbero scelto questa città proprio per le proprietà medicali e benefiche delle acque calde, che oggi formano i bagni liberi di Segesta.

Le manifestazioni principali si trovano in località Ponte Bagni, nei pressi dello stabilimento termale vero e proprio: qui sono situate tre polle, denominate “delle femmine”, – della regina – e del – gorgo -, caratterizzate da acque calde (ad una temperatura compresa tra i 45 ed i 50° C) di composizione cloro-solfato-alcalino-terrosa.

Le sorgenti sono situate ai piedi di una parete ed hanno una portata complessiva di circa 110 litri al secondo, la pozza più grande è stata chiusa con un muretto in cemento e pietra viva, e sono stati anche realizzati dei gradini di accesso.

Se siete alla ricerca di un ambiente più selvaggio, basta risalire di poco il corso del fiume per ritrovarsi immersi in uno spettacolare canyon con cascatelle, tamerici e oleandri, alcune sorgenti si aprono proprio nell’alveo fluviale, provocando un piacevole riscaldamento delle acque.

Circa 1 km ad est della stazione ferroviaria di Alcamo si trovano invece le Terme Gorga, caratterizzate da due sorgenti principali con una portata complessiva di circa 80 litri al secondo e con una temperatura dell’acqua di circa 50ºC.

Dalla zona sorgentizia è possibile seguire a piedi il corso del fiume lungo il quale sono situati numerosi mulini a ruota orizzontale, alcuni dei quali risalenti al Dodicesimo secolo, e diversi agrumeti dove si coltiva ‘l’ovaletto di Calatafimi”, un’arancia tardiva caratteristica di questi luoghi.

Pioppi, salici, olmi ed oleandri punteggiano il territorio, e tra i loro rami non è difficile osservare cannaiole, gruccioni civette o tortore dal collare; nelle acque del fiume Caldo poi, con un po’ di fortuna, si può incontrare la preziosa tartaruga palustre siciliana.

Dopo una rilassante immersione nelle terme, si può visitare il Tempio dorico di Segesta che si trova in località Scopello e tutto il sito archeologico dove ammirare oltre le bellezze del passato, anche una ricca e variegata vegetazione. In tutta la zona di Castellammare del Golfo è possibile fare escursioni e trekking.

Bagni liberi di Segesta, come arrivare
È possibile raggiungere i bagni liberi di Segesta sia in treno, areo, nave o mezzi privati.

  • In treno: prendendo la linea Palermo-Trapani e scendendo alla stazione ferroviaria di Castellammare del Golfo.
  • In aereo: aereoporti di riferimento sono il Falcone-Borsellino di Palermo (50 Km) e il Vincenzo Florio di Trapani Birgi (49 Km).
  • In nave: porto di Palermo o di Trapani
  • In auto: da Palermo: autostrada A-29 (Palermo-Mazara del Vallo) con uscita Castellammare del Golfo – Segnaletica per Segesta/Stabilimento Privato Terme; da Trapani: autostrada A-29 in direzione Palermo con uscita Castellammare del Golfo.

“Geografie sentimentali” è la mostra di mappe storiche della Sicilia e del Mediterraneo

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Con il patrocinio dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana e della Biblioteca regionale universitaria di Messina e con il sostegno del Parco archeologico Naxos Taormina.
Il racconto della Sicilia e del Mediterraneo attraverso le mappe storiche conferma il ruolo nevralgico di Messina tra il Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna, come svela la selezione di libri antichi e stampe di pregio curata da Maria Teresa Rodriquez e Roberta Scorranese. La progettazione e direzione degli allestimenti sono di Francesca Cannavò; il progetto grafico è di Tina Berenato.
Il vernissage, fissato per domenica 24 giugno alle ore 12:00, prevede un intervento dell’Orchestra mandolinistica “Gioviale” di Taormina. Presenzierà Sebastiano Tusa, Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana: Taobuk è un evento qualificante che seguo e apprezzo, particolarmente perché nella stagione estiva, che molti credono vocata solo allo spettacolo puro, dà spazio al libro che ritengo insostituibile strumento di riflessione personale e collettiva. E ancor più perché lo è nella funzione di bene culturale in senso lato e anche tecnico, nella dimensione di raccolta libraria pubblica e talvolta privata. In ragione di questa consapevolezza, l’Assessorato che ho l’onore di dirigere ha dato il suo contributo perché possa svolgersi, in parallelo alla rassegna letteraria, la Mostra di Libri Antichi e di Pregio curata dalla Biblioteca Regionale di Messina e dal Parco Archeologico di Naxos.
È una mostra – sottolinea Antonella Ferrara, Presidente e Direttore artistico di Taobuk – che ben si sposa con il filo conduttore del festival, che quest’anno ruota intorno al concetto di rivoluzione-evoluzione. Nell’incisione del bulino si colgono infatti cambiamenti epocali scientifici e di pensiero.
E ogni mappa storica è un aggiornamento di acquisizioni continue, che si nutrono delle ricerche e delle scoperte di naviganti ed esploratori.
I suoi segni codificati accompagnano i piccoli e i grandi viaggiatori in un tour perpetuo di nuove mete e ineludibili ritorni. Fino a toccare i confini della Terra, che a sua volta ruota su stessa e intorno alla sua stella. E il letterale “revolvere” degli astri come degli uomini è il gesto che sta alla radice stessa della parola rivoluzione, tracciando ineluttabilmente la rotta di chi la compie.
Sulla valorizzazione dei beni culturali insiste Vera Greco, Direttore del Parco Archeologico di Naxos Taormina: Alla consueta serata inaugurale al Teatro Antico, quest’anno la partecipazione del Parco, partner storico di Taobuk, aggiunge la mostra di libri antiquari provenienti dalla Biblioteca regionale messinese, che è stata realizzata a Palazzo Ciampoli, altro gioiello di proprietà dell’Assessorato Regionale Beni Culturali. Si è raggiunto così un duplice obiettivo: valorizzare il segmento dei libri antichi e di pregio nel panorama dei beni culturali siciliani, e riaprire un monumento importante, del quale la collettività reclama la fruizione permanente quale significativo tassello nella costruzione di un’offerta culturale mirata a compiere un’auspicata rivoluzione: non fermare il turismo a Taormina da novembre a maggio.
Secolari mappe e vetusti atlanti della Trinacria: sono autentici capolavori da esposizione le incisioni custodite nella Biblioteca regionale universitaria “Giacomo Longo” di Messina. Merito di cartografi raffinati, chiamati a tradurre in segni codificati le rotte di terre e di mare che hanno segnato l’umana avventura mediterranea. “Geografie sentimentali” è il titolo della grande mostra allestita da domenica 24 giugno a domenica 8 luglio a Taormina, nella splendida sede di Palazzo Ciampoli. Si tratta di un autentico evento, promosso da Taobuk, il Taormina International Book Festival, che anche quest’anno – all’interno di un vasto programma in cui la letteratura dialoga con tutte le arti – propone una mostra di rilievo, con il patrocinio dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e della citata Biblioteca regionale, e con il sostegno del Parco Archeologico  Naxos Taormina e il supporto organizzativo della società Aditus Tne Key.
Si riparte dunque con l’evento espositivo elaborato da due esperte curatrici: La storia della Sicilia – spiega Maria Teresa Rodriquez, dirigente responsabile della Biblioteca – è anche la storia del suo territorio e le biblioteche sono il luogo, per eccellenza, dove ricostruire le storie per costruire la storia. Le carte, come i libri, ma dotate di una capacità di comunicazione più immediata della scrittura, sono un documento, testimonianza di culture, di epoche, di tecniche, di uomini. Parlano con le immagini di cui vanno indagati simboli, motivi di produzione, pubblico di riferimento. – L’insularità della Sicilia nelle carte più antiche, ma non solo, è vista non come isolamento, ma come apertura verso altre terre, simboleggiata dalla cornice spezzata che racchiude l’isola, come crocevia delle rotte mediterranee, quasi un ponte fra l’Europa e l’Africa e verso la Terra Santa e i mercati d’Oriente -. Dalla ricchezza delle sue collezioni storiche, accresciute negli anni con una mirata politica di acquisizioni, la Biblioteca regionale di Messina offre, in questa occasione, una consultazione delle carte storiche diversa da quella tradizione, più museale, assolvendo ai suoi compiti di promozione della cultura e valorizzazione del proprio patrimonio bibliografico.
Il percorso di “Geografie sentimentali” – riassume Roberta Scorranese, giornalista del “Corriere della sera” – è un racconto che va dal Cinquecento all’Ottocento, a volte seppiato, a volte colorato, più o meno intriso di fantasia. Ci sono le mappe fatte per i naviganti, con i riferimenti per l’attracco bene in evidenza. E ci sono quelle che, per esempio, Vincenzo Maria Coronelli fece per gli eruditi, i quali nel tardo Seicento non gradivano più una rappresentazione fedele della Terra, poiché erano abituati ad assegnare a ciascun luogo un mito, un simbolo, un rimando culturale.
Ci sono le città vere e le città ideali, come nella mappa del 1680, firmata dal fiammingo Frederick de Wit che riprende una rappresentazione del secolo precedente: in un riquadro in alto, compare una Messina dotata di mura di cinta e di arsenali che all’epoca non esistevano, ma quella era l’immagine che si voleva trasmettere. E poi ci sono gli uomini, quelli che giravano a piedi l’isola per poterne tracciare forma e coordinate, come Filippo Cluverio, geografo tedesco che visse solo 42 anni ma ci ha lasciato in eredità le linee guida della geografia storica.
È il romanzo della Sicilia e del Mediterraneo in una trentina di mappe preziose, ciascuna con una storia e una voce.

Un polo culturale dedicato alla valorizzazione dei beni patrimonio Unesco di Ragusa, Aquila: “E’ una scelta indifferibile per garantire una marcia in più alla nostra città”

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La crescita dell’offerta culturale dovrà rappresentare lo strumento essenziale per lo sviluppo cittadino, creando la giusta sinergia tra l’ente di palazzo dell’Aquila e le diverse realtà territoriali. Lo scopo dovrà essere quello della programmazione di una serie di eventi di alto livello che, accanto alle manifestazioni già istituzionalizzate, potranno garantire a Ragusa quella marcia in più che, fino ad oggi, è mancata. E’ questo il senso della proposta lanciata da Emanuele Aquila della lista Maurizio Tumino sindaco, recepita dal candidato al ruolo di primo cittadino e inserita nel programma. “Perché – sottolinea Aquila – sono convinto che, ancora oggi, in molti sono i ragusani che ignorano che, nella nostra città, esistono ben 18 monumenti che sono stati inseriti dall’Unesco nella propria World heritage list. E 18 è un numero sinceramente altissimo per una città di modeste dimensioni come può essere la nostra. E però si tratta di una risorsa monumentale grandissima che dobbiamo cercare di sfruttare nella maniera migliore, con la consapevolezza che le ricadute saranno positive per la crescita e lo sviluppo economico, finalizzando le stesse alla creazione di un sistema culturale destinato a incentivare la fruizione di questi gioielli barocchi. Ecco perché, come lista Tumino sindaco, riteniamo non più differibile l’istituzione di un polo culturale dedicato alla valorizzazione dei beni patrimonio Unesco. E tutto ciò potrà essere realizzato anche mediante il coinvolgimento del partenariato pubblico-privato al fine di creare un sistema virtuoso che riesca a coniugare l’esigenza di tutela e conservazione di tale patrimonio con la necessità di una sua valorizzazione”.

PALERMO IERI E OGGI

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Il nome della Città di Palermo deriva dal greco che significa tutto porto, tale dicitura serve per indicare l’importanza dei fiumi che la circondavano. I fiumi in questioni sono il Papireto e il Kemonia.

Mentre i fenici a cui la città deve la sua fondazione la chiamavano Zyz che significa Fiore. Palermo nonostante le molteplici dominazioni rimase sempre il centro nevralgico del commercio, questo ‘’ privilegio ‘’ lo deve alla sua posizione geopolitica.

Ritornando alla Storia nel IX secolo d.c la Città subì la dominazione araba che porterà un periodo di splendore. Nel mentre nel cuore di Palermo nascono dei nuovi quartieri a cui nomi derivano dalla lingua araba. Uno dei quartieri famosi che nascono in quel periodo è il Cassaro’, il nome deriva da Quasr che significa il castello antico, con tale dicitura venne anche indicata Via Vittorio Emanuele, luogo in cui nei pressi sorge la Cattedrale di Palermo.

La Cattedrale della città è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, fu costruita nel 1184 per volontà dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio. La Pianta della chiesa è a forma di croce latina e lo stile interno si basa sul modello neoclassico. Sempre all’interno dell’edificio religioso vengono custoditi i resti dei Sovrani che hanno governato la città tra cui ricordiamo il sarcofago di Federico II e Ruggero II oltre a conservare le reliquie di Santa Rosalia, patrona di Palermo.

Invece all’esterno della cattedrale possiamo ammirare lo stile arabo-normanno. Sempre nei pressi della Cattedrale sorgono i famosi 4 canti, luogo in cui oggi si riunisce la movida palermitana.

Ogni canto si trova quindi in un mandamento diverso, i canti sono articolati su più strati, con fontane che raffigurano i fiumi storici della città (Oreto, Kemonia, Pannaria, Papireto), allegorie delle quattro stagioni, statue di sovrani spagnoli (Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV) ed infine, le quattro sante patrone di Palermo (Sant’ Agata, Santa Ninfa, Santa Olivia e Santa Cristina) che prima dell’avvento di Santa Rosalia proteggevano ognuna un mandamento di Palermo.

Altro monumento di estrema bellezza è Piazza Pretoria, incorniciata dal Palazzo delle Acquile, la Chiesa di Santa Caterina, Palazzo  Bonocore e, oltre la Via Maqueda. Piazza Pretoria è per molti conosciuta come Piazza della Vergogna a causa della nudità delle statue. Lo stile che richiama è quello cinquecentesco. Per quando riguarda invece i Palazzi ricordiamo Il Palazzo Butera, affacciato sul Foro Italico, presenta una raffigurazione settecentesca. Mentre Palazzo Riso che venne completato alla fine del 1700, presenta una transazione tra lo stile baracco e quello neoclassico. Invece Palazzo Chiaramonte presenta uno stile arabo-normanno. Tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 nasce il Palazzo d’Orlèans, di stile neogotico. Non possiamo dimenticare il Palazzo Valguanera – Gangi, famoso soprattutto grazie al regista Luchino Visconti che lo scelse come set di una delle scene del ’Il Gattopardo’’. La Città raccoglie vari monumenti ma anche edifici di stile arabo, normanno, gotico, neoclassico e liberty.

Soprattutto nel XIX si diffonde lo stile liberty, fra i vari villini che richiamano tale stile va ricordato il Villino Florio. Oltre ai Palazzi Palermo è famosa per i suoi mercati storici, tra i più caratteristici ricordiamo la Vucciria, Ballarò e il Capo.

Nonostante le varie difficoltà che presenta Palermo in termini di disoccupazione e di povertà alla fine del 2017 Palermo è stata candidata come la Capitale della Cultura del 2018.

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by Girolama Gaziano

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