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Pianeta Sicilia e turismo. Etna Oggi: I Colori della Trinakria

Buon Anno a tutti da Patti

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Patti - Tindari 01/01/2019 Panorama

Patti Oggi 01/01/2019

Auguri da parte mia e dalla Redazione a tutti, in particolar modo ai vari lettori che ci seguono.

Partiamo da Patti quale base di questa piccola redazione che cerca di sensibilizzare e dar spazio “sul bello da vedere” tralasciando la cronaca che alla fine stanca e rattrista e nulla porta. Patti, cittadina ricca di storia, di arte, di cultura …non valorizzata.

Immaginatene per un attimo lo scenario con le Eolie da sfondo sul mare, l’Etna alle spalle, una storia millenaria …eppure nonostante il potenziale tale cittadina ancor oggi giace nell’ombra. In molti a chiedersi il perché. Fidatevi cari lettori, visto e considerato non sarà la politica a cambiare Patti, qualsiasi forza politica che prometta poi farà solo chiacchiere e interessi propri, bensì solo la volontà dei cittadini potrà cambiarne l’esito del buio percorso.

Tindari, Marinello, zone che potrebbero divenire una Taormina 2 ma oggi solo introito per la Chiesa quando ivi si potrebbe creare una zona turistica senza eguali. Si spera che in futuro cittadini e amministrazioni ne comprendano appieno il valore e la ricchezza che tale comune possiede mettendo in moto quella macchina economica che darebbe lavoro a moltissima gente. Purtroppo ormai la gente è sfiduciata, non crede, occorrerebbe una vera rivoluzione per ribaltare ogni cosa prendendo di petto le varie situazioni (i vari misteri) rischiando i tutto per tutto per la comunità cittadina per almeno così ridare luce e speranza come agli antichi lustri.

Non rimane che la speranza che questo 2019 sia di auspicio per i grande propositi. Non è vero che nulla si può fare, si può fare TUTTO, basta solo volerlo ed in fin dei conti nel cuor d’ognuno alberga il desiderio di una Patti migliore, quindi lavoriamo per questo.

Grazie e Buon Anno

Il Direttore Editoriale

La Redazione

PALERMO IERI E OGGI

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Il nome della Città di Palermo deriva dal greco che significa tutto porto, tale dicitura serve per indicare l’importanza dei fiumi che la circondavano. I fiumi in questioni sono il Papireto e il Kemonia.

Mentre i fenici a cui la città deve la sua fondazione la chiamavano Zyz che significa Fiore. Palermo nonostante le molteplici dominazioni rimase sempre il centro nevralgico del commercio, questo ‘’ privilegio ‘’ lo deve alla sua posizione geopolitica.

Ritornando alla Storia nel IX secolo d.c la Città subì la dominazione araba che porterà un periodo di splendore. Nel mentre nel cuore di Palermo nascono dei nuovi quartieri a cui nomi derivano dalla lingua araba. Uno dei quartieri famosi che nascono in quel periodo è il Cassaro’, il nome deriva da Quasr che significa il castello antico, con tale dicitura venne anche indicata Via Vittorio Emanuele, luogo in cui nei pressi sorge la Cattedrale di Palermo.

La Cattedrale della città è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, fu costruita nel 1184 per volontà dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio. La Pianta della chiesa è a forma di croce latina e lo stile interno si basa sul modello neoclassico. Sempre all’interno dell’edificio religioso vengono custoditi i resti dei Sovrani che hanno governato la città tra cui ricordiamo il sarcofago di Federico II e Ruggero II oltre a conservare le reliquie di Santa Rosalia, patrona di Palermo.

Invece all’esterno della cattedrale possiamo ammirare lo stile arabo-normanno. Sempre nei pressi della Cattedrale sorgono i famosi 4 canti, luogo in cui oggi si riunisce la movida palermitana.

Ogni canto si trova quindi in un mandamento diverso, i canti sono articolati su più strati, con fontane che raffigurano i fiumi storici della città (Oreto, Kemonia, Pannaria, Papireto), allegorie delle quattro stagioni, statue di sovrani spagnoli (Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV) ed infine, le quattro sante patrone di Palermo (Sant’ Agata, Santa Ninfa, Santa Olivia e Santa Cristina) che prima dell’avvento di Santa Rosalia proteggevano ognuna un mandamento di Palermo.

Altro monumento di estrema bellezza è Piazza Pretoria, incorniciata dal Palazzo delle Acquile, la Chiesa di Santa Caterina, Palazzo  Bonocore e, oltre la Via Maqueda. Piazza Pretoria è per molti conosciuta come Piazza della Vergogna a causa della nudità delle statue. Lo stile che richiama è quello cinquecentesco. Per quando riguarda invece i Palazzi ricordiamo Il Palazzo Butera, affacciato sul Foro Italico, presenta una raffigurazione settecentesca. Mentre Palazzo Riso che venne completato alla fine del 1700, presenta una transazione tra lo stile baracco e quello neoclassico. Invece Palazzo Chiaramonte presenta uno stile arabo-normanno. Tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 nasce il Palazzo d’Orlèans, di stile neogotico. Non possiamo dimenticare il Palazzo Valguanera – Gangi, famoso soprattutto grazie al regista Luchino Visconti che lo scelse come set di una delle scene del ’Il Gattopardo’’. La Città raccoglie vari monumenti ma anche edifici di stile arabo, normanno, gotico, neoclassico e liberty.

Soprattutto nel XIX si diffonde lo stile liberty, fra i vari villini che richiamano tale stile va ricordato il Villino Florio. Oltre ai Palazzi Palermo è famosa per i suoi mercati storici, tra i più caratteristici ricordiamo la Vucciria, Ballarò e il Capo.

Nonostante le varie difficoltà che presenta Palermo in termini di disoccupazione e di povertà alla fine del 2017 Palermo è stata candidata come la Capitale della Cultura del 2018.

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by Girolama Gaziano

Diamanti di Sicilia, preziosi di casa

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Diamanti di Sicilia

PANORAMA SICILIANO

Sicilia: “terra du suli”. Girando intorno e percorrendo le poche scassate e rattoppate strade e autostrade esistenti …quale terra dimenticata dalla politica e dallo stato si ha il piacere di scoprire vasti territori che abbracciano panorami meravigliosi con colture di vario tipo che vanno dal grano e vigneti dell’entroterra agli agrumi ed altre colture sulle coste frastagliate dai mille colori.

  • Purtroppo le politiche agricole Siciliane sono allo sbando pertanto è difficile coltivare, produrre, venderne i prodotti che delle volte la cosa “fa imbestialire i commercianti al punto da gettarli nelle campagne al macero”.

Da lodare ed elogiare gli sforzi che gli isolani EROI fanno per “sopravvivere” mensilmente nonostante lo sfruttamento socio/politico e minerario al punto da lasciare il popolo con le “pezze al sedere“, con un alto tasso dilaniante di disoccupazione, tasse pazze, micro criminalità devastante a motivo della magrezza economica, fattori che favoriscono l’arricchimento smisurato di manigoldi speculatori d’oltre sponda grazie anche a quei politicanti isolani che una volta detenute le redini in mano si disinteressano totalmente di terra e popolo.

Dominati da un predominio etnico/economico a prevalenza ascesa nordista siamo accomunati alla facente parte territoriale del “cosiddetto mezzogiorno”.

A tal punto odierno solamente una presa di coscienza dei giovani accompagnato da un risveglio delle menti adulte potrà salvare cavoli e capre, chissà… magari che il futuro possa riservare sorprese positive per ridare luce e speranza a questa terra, non ci rimane che sperare.

Andiamo a noi: un Produttore di Agrumi Siciliano asseriva:

”La nostra fortuna è quella di avere un prodotto di qualità superiore perché il limone siciliano è riconosciuto come il limone migliore del mondo”

La sola parola “limone” rappresenta un’ottima occasione per respirare, almeno virtualmente, il profumo eccezionale di questo agrume aspro ma decisamente salutare: una delizia del nostro Paese, soprattutto della Sicilia intera, capace di impreziosire qualsiasi piatto con pochissime gocce: si ha l’opportunità di improvvisarsi abili cuochi e chef provetti, tra bucce gialle e sapori agri ma delicati. Un prodotto naturale di cui non si può proprio fare a meno.

Le Clementine Siciliane sono spesso confuse con il mandarino, al quale somigliano molto. E’ un agrume molto apprezzato dal mercato ortofrutticolo per la caratteristica assenza di semi, colorazione tendente al rosso, grana molto sottile e pezzatura medio bassa.

Valorizziamo ciò che abbiamo …attingendo al costruttivo associazionismo e abbandonando l’individualismo.

Diverse nel tempo sono le aziende e Consorzi che cercano di dar man forte al prodotto locale che sforna una miriade di prodotti unici e particolari, tra questi il Consorzio Agritalia è uno di questo, esso cerca di avviare il diretto processo “produttore-consumatore sfavorendo la grande distribuzione e favorendo piccole e medie aziende, perni centrali delle economie locali.

Altro che comuni sardine quì servono squali per sovvertire l’intero sistema politico giullare nulla facente …

 

 

“Geografie sentimentali” è la mostra di mappe storiche della Sicilia e del Mediterraneo

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Con il patrocinio dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana e della Biblioteca regionale universitaria di Messina e con il sostegno del Parco archeologico Naxos Taormina.
Il racconto della Sicilia e del Mediterraneo attraverso le mappe storiche conferma il ruolo nevralgico di Messina tra il Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna, come svela la selezione di libri antichi e stampe di pregio curata da Maria Teresa Rodriquez e Roberta Scorranese. La progettazione e direzione degli allestimenti sono di Francesca Cannavò; il progetto grafico è di Tina Berenato.
Il vernissage, fissato per domenica 24 giugno alle ore 12:00, prevede un intervento dell’Orchestra mandolinistica “Gioviale” di Taormina. Presenzierà Sebastiano Tusa, Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana: Taobuk è un evento qualificante che seguo e apprezzo, particolarmente perché nella stagione estiva, che molti credono vocata solo allo spettacolo puro, dà spazio al libro che ritengo insostituibile strumento di riflessione personale e collettiva. E ancor più perché lo è nella funzione di bene culturale in senso lato e anche tecnico, nella dimensione di raccolta libraria pubblica e talvolta privata. In ragione di questa consapevolezza, l’Assessorato che ho l’onore di dirigere ha dato il suo contributo perché possa svolgersi, in parallelo alla rassegna letteraria, la Mostra di Libri Antichi e di Pregio curata dalla Biblioteca Regionale di Messina e dal Parco Archeologico di Naxos.
È una mostra – sottolinea Antonella Ferrara, Presidente e Direttore artistico di Taobuk – che ben si sposa con il filo conduttore del festival, che quest’anno ruota intorno al concetto di rivoluzione-evoluzione. Nell’incisione del bulino si colgono infatti cambiamenti epocali scientifici e di pensiero.
E ogni mappa storica è un aggiornamento di acquisizioni continue, che si nutrono delle ricerche e delle scoperte di naviganti ed esploratori.
I suoi segni codificati accompagnano i piccoli e i grandi viaggiatori in un tour perpetuo di nuove mete e ineludibili ritorni. Fino a toccare i confini della Terra, che a sua volta ruota su stessa e intorno alla sua stella. E il letterale “revolvere” degli astri come degli uomini è il gesto che sta alla radice stessa della parola rivoluzione, tracciando ineluttabilmente la rotta di chi la compie.
Sulla valorizzazione dei beni culturali insiste Vera Greco, Direttore del Parco Archeologico di Naxos Taormina: Alla consueta serata inaugurale al Teatro Antico, quest’anno la partecipazione del Parco, partner storico di Taobuk, aggiunge la mostra di libri antiquari provenienti dalla Biblioteca regionale messinese, che è stata realizzata a Palazzo Ciampoli, altro gioiello di proprietà dell’Assessorato Regionale Beni Culturali. Si è raggiunto così un duplice obiettivo: valorizzare il segmento dei libri antichi e di pregio nel panorama dei beni culturali siciliani, e riaprire un monumento importante, del quale la collettività reclama la fruizione permanente quale significativo tassello nella costruzione di un’offerta culturale mirata a compiere un’auspicata rivoluzione: non fermare il turismo a Taormina da novembre a maggio.
Secolari mappe e vetusti atlanti della Trinacria: sono autentici capolavori da esposizione le incisioni custodite nella Biblioteca regionale universitaria “Giacomo Longo” di Messina. Merito di cartografi raffinati, chiamati a tradurre in segni codificati le rotte di terre e di mare che hanno segnato l’umana avventura mediterranea. “Geografie sentimentali” è il titolo della grande mostra allestita da domenica 24 giugno a domenica 8 luglio a Taormina, nella splendida sede di Palazzo Ciampoli. Si tratta di un autentico evento, promosso da Taobuk, il Taormina International Book Festival, che anche quest’anno – all’interno di un vasto programma in cui la letteratura dialoga con tutte le arti – propone una mostra di rilievo, con il patrocinio dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e della citata Biblioteca regionale, e con il sostegno del Parco Archeologico  Naxos Taormina e il supporto organizzativo della società Aditus Tne Key.
Si riparte dunque con l’evento espositivo elaborato da due esperte curatrici: La storia della Sicilia – spiega Maria Teresa Rodriquez, dirigente responsabile della Biblioteca – è anche la storia del suo territorio e le biblioteche sono il luogo, per eccellenza, dove ricostruire le storie per costruire la storia. Le carte, come i libri, ma dotate di una capacità di comunicazione più immediata della scrittura, sono un documento, testimonianza di culture, di epoche, di tecniche, di uomini. Parlano con le immagini di cui vanno indagati simboli, motivi di produzione, pubblico di riferimento. – L’insularità della Sicilia nelle carte più antiche, ma non solo, è vista non come isolamento, ma come apertura verso altre terre, simboleggiata dalla cornice spezzata che racchiude l’isola, come crocevia delle rotte mediterranee, quasi un ponte fra l’Europa e l’Africa e verso la Terra Santa e i mercati d’Oriente -. Dalla ricchezza delle sue collezioni storiche, accresciute negli anni con una mirata politica di acquisizioni, la Biblioteca regionale di Messina offre, in questa occasione, una consultazione delle carte storiche diversa da quella tradizione, più museale, assolvendo ai suoi compiti di promozione della cultura e valorizzazione del proprio patrimonio bibliografico.
Il percorso di “Geografie sentimentali” – riassume Roberta Scorranese, giornalista del “Corriere della sera” – è un racconto che va dal Cinquecento all’Ottocento, a volte seppiato, a volte colorato, più o meno intriso di fantasia. Ci sono le mappe fatte per i naviganti, con i riferimenti per l’attracco bene in evidenza. E ci sono quelle che, per esempio, Vincenzo Maria Coronelli fece per gli eruditi, i quali nel tardo Seicento non gradivano più una rappresentazione fedele della Terra, poiché erano abituati ad assegnare a ciascun luogo un mito, un simbolo, un rimando culturale.
Ci sono le città vere e le città ideali, come nella mappa del 1680, firmata dal fiammingo Frederick de Wit che riprende una rappresentazione del secolo precedente: in un riquadro in alto, compare una Messina dotata di mura di cinta e di arsenali che all’epoca non esistevano, ma quella era l’immagine che si voleva trasmettere. E poi ci sono gli uomini, quelli che giravano a piedi l’isola per poterne tracciare forma e coordinate, come Filippo Cluverio, geografo tedesco che visse solo 42 anni ma ci ha lasciato in eredità le linee guida della geografia storica.
È il romanzo della Sicilia e del Mediterraneo in una trentina di mappe preziose, ciascuna con una storia e una voce.

PAN DEL DIAVOLO BAND – SOUND PROMOTION ARTISTI EMERGENTI

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Il Pan Del Diavolo è un duo folk rock formato da Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo.

Il gruppo nasce a Palermo nel 2006, nel 2008 vince il concorso Italia Wave Sicilia e registra la prima uscita discografica, ossia “Il Pan del Diavolo”.

I Pan del Diavolo hanno registrato il nuovo album, si chiama “FolkRockaBoom”

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Artist Promotion

A.M.R.E. > ARTISTI MERIDIONALI EMERGENTI RIUNITI

SICILY ISLAND PROJECT

 

 

SVILUPPO SICILIA

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 TRINAKRIA TOWER CENTER

Una torre posizionata al centro dell’entroterra Siciliano capace di sfidare i cieli più della torre Eiffel stessa al punto da divenire un’attrazione turistica mondiale oltre che centro operativo.

Tutto questo favorirebbe uno sviluppo urbano intorno che diverrebbe ben presto una fiorente città che potremmo fantasticamente anche chiamare AVRION.

  • Migliaia di posti di lavoro con relativo indotto interno ed esterno inimmaginabile.
  • Tutto questo non si potrà realizzare finché vige l’attuale politica effimera e obsoleta pilotata da menti contorte tramite elementi giullari posti sotto controllo a distanza come automi. 

Fantasia aliena o realtà? Beh …questo dipenderà solamente dagli isolani se intenzionati a progredire o regredire.

Proviamo ad immaginarlo così un centro polifunzionale di ricerca

E’ vero, ci vuole molto coraggio nel porre a conoscenza ALTRUI sogni ed ambizioni per la propria terra, fosse solo per questo il coraggio non manca, invece quello che manca è l’unità di pensiero e di azione intesa allo sviluppo di un territorio DA PARTE DEGLI ABITANTI.
Quindi non rimane che sognare ??? …
Al momento siamo ancora molto lontani da un ipotetico sviluppo Sicilia a motivo di una politica degenerativa che penalizza tale territorio sino ad impoverirne popolo e terra. L’isola, punto strategico del mediterraneo, è sotto predominio Americano. Avamposto di una invasione programmata, capo espiatorio e bagaglio elettorale di una politica nazionale distruttiva che hanno distrutto passato e presente. Il futuro è tetro, nulla di propositivo all’orizzonte poiché manca sul territorio una politica di unione territoriale capace di creare una vera forza coesa di maggioranza capace di spezzare qualsiasi legame negativo. La falsa unità d’Italia ha impedito a tutt’oggi il pieno sviluppo di questa terra con relativo sfruttamento delle proprie risorse. 
Solo una “rivoluzione culturale” tramite una campagna incisiva potrà salvare il tutto dallo sprofondare negli abissi. In attesa di ciò occorre primariamente valorizzare il territorio, cosa i cui abitanti non fanno ne apprezzano. Seconda cosa occorre promuovere tutto quello che ha da offrire facendolo conoscere al mondo.

Con impegno, unione e coerenza si può  salire un gradino per volta lungo la scala ascendendo dagli inferi.

IL PUZZLE MORO. DOMANI ALL’AUDITORIUM FLORIDIA DI MODICA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GIOVANNI FASANELLA

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In molti hanno cercato di fare i conti con le ultime ore di vita di Aldo Moro e sul perché fu ucciso. Per questo Giovanni Fasanella ha scritto “Il puzzle Moro”, proprio per ricostruire i fatti e fare il punto della situazione. L’autore sarà domani, giovedì 19 aprile, a Modica per intrattenersi sui contenuti del suo libro con Giovanni Brancati, segretario territoriale Cna Ragusa. L’iniziativa, che si tiene all’auditorium Floridia di piazza Matteotti a partire dalle 18, è promossa da Mondadori Bookstore Modica. Nel suo libro Fasanella, giornalista e saggista, si chiede: dopo tutte le parole e tutte le inchieste a che punto siamo arrivati della questione? Perché Aldo Moro fu ucciso? Questa è una delle domande che più tormentano la politica italiana e la incasellano in un mucchio di bugie, segreti, mancate verità. Secondo Fasanella, Moro costituì per la politica mondiale un enorme pericolo: quello di mettere in crisi degli equilibri prestabiliti che vedevano i comunisti da una parte e tutto il resto del mondo dall’altra.

Moro aveva infatti cercato e avviato la politica del disgelo tra Dc e Pci creando così un vero e proprio problema alle grandi potenze come Usa e Urss che volevano assolutamente bloccare il grande compromesso storico. Primo tra tutti il governo britannico inviò degli agenti segreti in Italia per studiare da vicino la politica di Aldo Moro e per cercare di ostacolarla. Usa, Francia e Germania Ovest da una parte e Unione Sovietica, Cecoslovacchia e Bulgaria si ritrovarono unite contro questo nemico fantasma: ovvero un leader italiano che aveva l’idea bizzarra di riuscire a mediare. In “Il puzzle Moro”, Giovanni Fasanella fa così un’ipotesi, neppure troppo velata, di un coinvolgimento internazionale di più forze che hanno poi portato al rapimento di Moro e alla sua drammatica uccisione (nella foto Giovanni Fasanella).

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– by Giovanni Brancati

Povertà in Sicilia

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Gli indici di povertà assoluta e relativa in Sicilia hanno raggiunto percentuali preoccupanti e il conseguente sovraindebitamento delle famiglie siciliane è nettamente cresciuto negli ultimi anni. E’ quanto è emerso nel corso di un convegno organizzato ad Enna dalla sezione territoriale di Federconsumatori, guidata dalla Presidente avv. Enza Maria Bartoli, che ha portato al tavolo dei relatori figure di primo livello nel panorama dei giuristi e dei commercialisti siciliani.

Tra gli ospiti, infatti, figuravano il prof. avv. Filippo Romeo (presidente Corso di Studi in Giurisprudenza Università di Enna Kore) l’avv. Giuseppe Spampinato (presidente dell’Ordine degli avvocati), il dott. Fabio Montesano (presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili), tutte figure che hanno coordinato insieme a Federconsumatori Enna l’organizzazione del convegno.

Dal convegno è emerso, purtroppo, che la situazione povertà-indebitamento dei siciliani è sempre più grave: nel 2017 i poveri in Sicilia sono aumentati del 6% rispetto all’anno precedente (dati Istat) e la povertà assoluta in Sicilia riguarda il 12% delle famiglie (260.000 nuclei familiari, dati Banca d’Italia e Centro Studi CGIL Sicilia).

Le famiglie che vivono in condizioni di povertà relativa sono il 29% (erano il 22,8% nel 2016), in pratica il doppio della media nazionale (che si ferma al 12,3%) e il 5,3% in più rispetto alla media del Mezzogiorno (24,7%). L’Isola è al secondo posto della graduatoria nazionale per numero di nuclei familiari indigenti, peggio fa solo dalla Calabria. Seguono Campania (24,4%), Puglia (21,6%), Basilicata (21,8) e Sardegna (17,3). I percettori di REI (Reddito di Inclusione) in Sicilia sono 271.270, mentre quelli del SIA (Sostegno Inclusione Attiva) sono 9.474 per un totale di 280.744 persone ovvero 89.970 famiglie.

Lo SVIMEZ in un suo recente studio sul potenziale delle persone a cui potrebbe essere erogato il “reddito di cittadinanza” in Sicilia, ha preso a riferimento l’ISEE familiare fino a 9.000 euro e ha calcolato che in Sicilia rientrano in questa platea 342.000 famiglie (oltre un milione di persone).

A questi dati sulla povertà fanno da contraltare quelli sull’indebitamento: le famiglie siciliane sono ai primi posti per indebitamento bancario e per credito al consumo: nel periodo 2010 – 2016 l’ammontare delle sofferenze bancarie è salito di oltre 6,5 miliardi di euro, passando da 3,8 miliardi a 10,4 miliardi di euro. Nella sola Provincia di Enna l’aumento delle sofferenze nello stesso periodo è stato pari al 95%, passando da 111 milioni di euro ad oltre 217 milioni di euro.

A questi dati si deve aggiungere che in Sicilia ben 25 Comuni hanno dichiarato il dissesto finanziario (al 19 dicembre 2017) e altri 34 sono in pre-dissesto. Il fallimento sostanziale di questi 59 Comuni siciliani non è dovuto a solo a spese ‘allegre’, ma anche all’impossibilità di andare avanti a causa dei ripetuti tagli ai finanziamenti provenienti dalla Regione Siciliana.

Tutto ciò comporterà tasse elevate alle aliquote massime, servizi ridotti all’osso, ritardi nel pagamento degli stipendi del personale e centinaia di migliaia di euro di debiti nei confronti di altri enti ed imprese fornitrici di beni e servizi. Tutte queste situazioni presenti nell’Isola non faranno altro che aumentare ulteriormente la povertà dei cittadini siciliani.

L’Isola, con 21,8 mila euro, ha un reddito familiare tra i più bassi d’Italia. Una bimba nata in Sicilia ha una speranza di vita di due-tre anni in meno di una nata altrove.

Non c’è più tempo  da perdere – ha tenuto ad evidenziare il Presidente Regionale di Federconsumatori, Alfio La Rosa, – perché non è un problema che resta chiuso tra le mura domestiche: sovraindebitamento vuol dire impossibilità di pagare le tasse, gli affitti, le rate dei mutui e dei finanziamenti. Tra breve l’economia siciliana, dalla produzione al consumo passando dal credito, rischia ormai di collassare su sé stessa”.    (Fonte: reteiblea.it)

 

L’Etna si risveglia

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L’Etna sì è, di colpo, svegliata. Una frattura eruttiva si è aperta stamane alla base del cratere di sud est, dove è in corso un’intensa attività esplosiva. Dal vulcano si alza una nube di cenere. L’eruzione del vulcano sta provocando uno sciame sismico in Sicilia, nella provincia di Catania: diverse scosse di magnitudo intorno a 3.9 sono state avvertite dalla popolazione. Sull’Etna i sensori dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia di Catania hanno registrato dopo le 9 uno sciame sismico di ben 130 scosse, la più forte delle quali ha superato magnitudo 4. L’attività del vulcano è costantemente monitorata dagli esperti dell’Ingv.”La situazione attuale è di relativa tranquillità – spiega Marco Neri, vulcanolgo dell’Ingv di Catania che monitora l’attività dell’Etna – la frattura eruttiva è a circa 2700 metri, nella parte alta della parete occidentale della valle del Bove e molto lontana dai centri abitati. Ma è ancora presto per prevedere come evolverà la situazione”.

Il magico “Teatro” del pastore Lorenzo

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Quando alcuni studenti di architettura, anni fa, parlarono con i loro professori del Teatro di Andromeda gli edotti risposero che non andava preso a modello perché dal punto di vista architettonico non rispettava molti criteri.

Quest’anno, Lorenzo Reina, che questo teatro lo ha costruito pietra su pietra nel corso di trent’anni, si è preso una bella rivincita.

Reina è stato invitato a partecipare alla XVI edizione della Biennale internazionale di Architettura, dove da giugno espone e racconta la sua grande passione lunga una vita.

A Santo Stefano Quisquina in provincia di Agrigento, nel cuore della Sicilia, c’è un teatro di pietra en plain air con una visuale mozzafiato su una vallata scoscesa. E non solo, c’è anche un parco ricco di opere artistiche realizzate da lui e sta anche costruendo un teatro al chiuso per le rappresentazioni in inverno, quando a mille metri di altezza sul livello del mare c’è molto freddo per stare all’aperto.

Lorenzo, per volontà del padre, è un pastore anche se avrebbe voluto essere uno scultore, parlare con lui è un piacere e una piacevole scoperta, ha molte cose da insegnare: conosce bene la storia, la filosofia, l’arte, l’astronomia e soprattutto le leggi della natura, ma è un autodidatta perché i suoi studi si fermano alla terza media.

Trent’anni fa quando era in giro per portare al pascolo il suo gregge di pecore nel suo appezzamento di terra e arrivò in questo belvedere naturale, vide le sue pecore disposte in modo sparso ma tutte rapite dalla bellezza della visuale, un momento ascetico di comunione assoluta con la natura e, perché no, anche con Dio.

Quel giorno si immagino un teatro dedicato alla costellazione di Andromeda proprio in quel punto che regala tramonti, notti stellate e panorami incredibili.

Cominciò a mettere una pietra sull’altra pietra, giorno dopo giorno, per trent’anni: «Ancora non ho smesso e spero di non smettere mai – dice Reina con il suo sorriso perfetto e i suoi occhi buoni – io mi sono talmente immedesimato in questo teatro che mi sento parte di esso e ho sempre voglia di miglioralo, proprio come faccio con me stesso».

E dopo una vita di sacrifici tra le soddisfazioni e le sofferenze quest’anno è arrivata la consacrazione: il suo teatro è un unicum architettonico ed è stato scelto ed è in esposizione tra i sessanta progetti a tema “Arcipelago Italia” al Padiglione Italia curato da Mario Cucinella, fino al 25 novembre.

«È la prima volta che un pastore espone alla biennale di architettura – aggiunge – ho dovuto rinunciare a tante cose nella mia vita per aiutare mio padre nei campi persino agli studi, mi sarebbe piaciuto fare l’università e invece prendevo in prestito i libri di mia sorella e li leggevo al pascolo».

Al teatro arrivano turisti da tutto il mondo, anche siciliani migrati all’estero, alcuni per assistere alle rappresentazioni o alle serate in programma al teatro. Ma con l’esposizione a Venezia i turisti sono più che raddoppiati, arrivando a 700 visite in un mese.

 

Fonte: https://www.balarm.it/

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