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Pianeta Sicilia e turismo. Etna Oggi: I Colori della Trinakria

Povertà in Sicilia

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Gli indici di povertà assoluta e relativa in Sicilia hanno raggiunto percentuali preoccupanti e il conseguente sovraindebitamento delle famiglie siciliane è nettamente cresciuto negli ultimi anni. E’ quanto è emerso nel corso di un convegno organizzato ad Enna dalla sezione territoriale di Federconsumatori, guidata dalla Presidente avv. Enza Maria Bartoli, che ha portato al tavolo dei relatori figure di primo livello nel panorama dei giuristi e dei commercialisti siciliani.

Tra gli ospiti, infatti, figuravano il prof. avv. Filippo Romeo (presidente Corso di Studi in Giurisprudenza Università di Enna Kore) l’avv. Giuseppe Spampinato (presidente dell’Ordine degli avvocati), il dott. Fabio Montesano (presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili), tutte figure che hanno coordinato insieme a Federconsumatori Enna l’organizzazione del convegno.

Dal convegno è emerso, purtroppo, che la situazione povertà-indebitamento dei siciliani è sempre più grave: nel 2017 i poveri in Sicilia sono aumentati del 6% rispetto all’anno precedente (dati Istat) e la povertà assoluta in Sicilia riguarda il 12% delle famiglie (260.000 nuclei familiari, dati Banca d’Italia e Centro Studi CGIL Sicilia).

Le famiglie che vivono in condizioni di povertà relativa sono il 29% (erano il 22,8% nel 2016), in pratica il doppio della media nazionale (che si ferma al 12,3%) e il 5,3% in più rispetto alla media del Mezzogiorno (24,7%). L’Isola è al secondo posto della graduatoria nazionale per numero di nuclei familiari indigenti, peggio fa solo dalla Calabria. Seguono Campania (24,4%), Puglia (21,6%), Basilicata (21,8) e Sardegna (17,3). I percettori di REI (Reddito di Inclusione) in Sicilia sono 271.270, mentre quelli del SIA (Sostegno Inclusione Attiva) sono 9.474 per un totale di 280.744 persone ovvero 89.970 famiglie.

Lo SVIMEZ in un suo recente studio sul potenziale delle persone a cui potrebbe essere erogato il “reddito di cittadinanza” in Sicilia, ha preso a riferimento l’ISEE familiare fino a 9.000 euro e ha calcolato che in Sicilia rientrano in questa platea 342.000 famiglie (oltre un milione di persone).

A questi dati sulla povertà fanno da contraltare quelli sull’indebitamento: le famiglie siciliane sono ai primi posti per indebitamento bancario e per credito al consumo: nel periodo 2010 – 2016 l’ammontare delle sofferenze bancarie è salito di oltre 6,5 miliardi di euro, passando da 3,8 miliardi a 10,4 miliardi di euro. Nella sola Provincia di Enna l’aumento delle sofferenze nello stesso periodo è stato pari al 95%, passando da 111 milioni di euro ad oltre 217 milioni di euro.

A questi dati si deve aggiungere che in Sicilia ben 25 Comuni hanno dichiarato il dissesto finanziario (al 19 dicembre 2017) e altri 34 sono in pre-dissesto. Il fallimento sostanziale di questi 59 Comuni siciliani non è dovuto a solo a spese ‘allegre’, ma anche all’impossibilità di andare avanti a causa dei ripetuti tagli ai finanziamenti provenienti dalla Regione Siciliana.

Tutto ciò comporterà tasse elevate alle aliquote massime, servizi ridotti all’osso, ritardi nel pagamento degli stipendi del personale e centinaia di migliaia di euro di debiti nei confronti di altri enti ed imprese fornitrici di beni e servizi. Tutte queste situazioni presenti nell’Isola non faranno altro che aumentare ulteriormente la povertà dei cittadini siciliani.

L’Isola, con 21,8 mila euro, ha un reddito familiare tra i più bassi d’Italia. Una bimba nata in Sicilia ha una speranza di vita di due-tre anni in meno di una nata altrove.

Non c’è più tempo  da perdere – ha tenuto ad evidenziare il Presidente Regionale di Federconsumatori, Alfio La Rosa, – perché non è un problema che resta chiuso tra le mura domestiche: sovraindebitamento vuol dire impossibilità di pagare le tasse, gli affitti, le rate dei mutui e dei finanziamenti. Tra breve l’economia siciliana, dalla produzione al consumo passando dal credito, rischia ormai di collassare su sé stessa”.    (Fonte: reteiblea.it)

 

Sicilia. Rifiuti: M5S, piano approvato da Giunta è scatola vuota

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Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, durante la seconda giornata degli "Stati generali lotta alle mafie", Milano, 24 novembre 2017. ANSA / MATTEO BAZZI
Palermo – “Un documento vuoto, più simile a una dichiarazioni di intenti che a una disciplina organica della materia, capace porre fine all’emergenza rifiuti in Sicilia”. Così  i deputati regionali del M5s Nuccio Di Paola,  Stefania Campo, Valentina Palmeri e Giampiero Trizzino, componenti della commissione Ambiente dell’Ars, bollano l’approvazione del piano rifiuti da parte della Giunta regionale.
“Ancora una volta – dice il deputato regionale del M5s Giampiero Trizzino – assistiamo ad annunci e spot a mezzo stampa del tutto fuorvianti e per l’ennesima volta dobbiamo smentire Musumeci, perché in Sicilia siamo ancora all’anno zero:  la Giunta ha approvato un testo, che se fosse un libro sarebbe in pratica l’appendice”. “Sarebbe opportuno – chiosa Trizzino  – spiegare,  in base a quali norme è stato redatto: la legge regionale  9 del 2010, alias la riforma Lombardo sui rifiuti, che prevedeva 27 piani di Ambito o la nuova disciplina, approvata solo dalla commissione Ambiente dell’Ars ma non dal Parlamento, che regolamenta in modo diverso la materia e cosa assai più importante che non è ancora una legge regionale?”.  “Capiamo che il clima natalizio si presti – conclude –  ma è presto per brindare, perché l’iter per l’approvazione del Piano dei rifiuti è ancora lungo e il documento dovrà ottenere la Valutazione ambientale strategica,  i pareri delle commissioni di merito, dei comuni e delle Srr. Solo dopo potrà vedere la luce”. Per  Il deputato regionale del M5S Nuccio Di Paola, infine, serve “maggiore chiarezza nella divisione dei ruoli. Ci chiediamo, tra l’assessore Pierobon, il dirigente regionale Cocina e il consulente Angelini, quale sia la figura che deve dare un indirizzo politico alla confusionaria gestione dei rifiuti in Sicilia”. “Il  Governo – concludono gli esponenti del M5S  – la smetta di perdere tempo e si adoperi seriamente per uscire dal pantano di un’emergenza, che dura da vent’anni”.

Regione approva piano rifiuti

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Palermo – «Lo avevamo promesso e abbiamo mantenuto l’impegno. Per la prima volta nella sua storia, la Sicilia ha un Piano ordinario dei rifiuti, dopo venti anni di gestioni emergenziali. Per dodici mesi abbiamo lavorato sodo, senza risparmiarci mai. Per questo voglio esprimere un plauso all’assessore Alberto Pierobon, al dirigente generale del dipartimento Salvo Cocina, al consulente il professore Aurelio Angelini e a tutto il personale che si è speso per arrivare a questo storico traguardo. E’, comunque, solo il primo passo. Subito dopo la chiusura della sessione di bilancio all’Ars, bisogna infatti arrivare rapidamente all’approvazione del disegno di legge sui rifiuti che ha già avuto l’ok delle competenti Commissioni legislative in Parlamento». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando l’approvazione, da parte della Giunta di governo, del Piano per la gestione dei rifiuti urbani. Uno strumento ordinario che recepisce tutti gli aspetti previsti dalla normativa e gli elementi di novità contenuti nelle quattro direttive dell’Unione europea sull’economia circolare – prevenzione, riuso, recupero di materia e di energia, smaltimento – in forte anticipo sulla scadenza prevista per l’adeguamento, fissata al 4 luglio del 2019.
L’iter prevede che entro 45 giorni la commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana  esprima un parere, non vincolante, sul testo approvato. Il Piano é strutturato in modo da devolvere agli Enti locali, Comuni e Liberi consorzi, la gestione diretta del ciclo rifiuti. Alla Regione spetterà il ruolo di indirizzo, controllo e regolamentazione. Viene in questo modo superata l’attività di pianificazione che rispondeva ai criteri dell’emergenza.

Il documento approvato dalla Giunta contiene una ricognizione di tutta la capacità impiantistica di recupero e smaltimento, oltre a un’organizzazione che rispetti i criteri della trasparenza e dell’efficienza. Prossimo obiettivo del governo sarà quello della redazione del Piano dei rifiuti speciali.

Sicilia: Ars dà ok a legge M5S su cooperative di comunità

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Anche in Sicilia saranno riconosciute le cooperative di comunità. L’Ars ha approvato all’unanimità il ddl sulla promozione, il sostegno, lo sviluppo delle cooperative di comunità nel territorio siciliano, presentato dalla deputata regionale del M5S Angela Foti. La legge si compone di 7 articoli e mira a favorire la coesione, la solidarietà sociale dei territori e in particolare lo sviluppo dei centri urbani di grandi e piccole dimensioni, le comunità locali e montane, a rischio spopolamento e  disagio sociale.
“La cooperativa di comunità è un modello innovativo di sviluppo sociale ed economico – afferma Foti, che già nella precedente legislatura aveva presentato un ddl analogo, poi riproposto in quella attuale -. E’ regolata dalle norme del codice civile, ma ha come caratteristica quella di essere composta da soci residenti nei territori nei quali la cooperativa opera,siano essi comuni o aree geografiche con una caratteristica comune, e ha come scopo sociale la valorizzazione dei beni culturali, dei patrimoni  naturalistici,delle tradizioni locali e dunque l’identità di luoghi. Si tratta di attività, che spesso non trovano uno sbocco e dunque un mercato di riferimento”.
“Nel resto d’Italia questo strumento normativo e societario esiste già – dice ancora la deputata – con l’approvazione dell’Ars,  finalmente sarà possibile anche in Sicilia”. “Questa legge vuole dare uno strumento anche alle comunità montane, che più volte hanno sollecitato l’Ars a dare loro risposte, capaci di sostenere le comunità e dunque le economie locali, che a causa dell’emigrazione e del calo demofrafico negli anni si sono svuotate”. “A Napoli, in un quartiere difficile come quello Sanità,  è nata la cooperativa di comunità Paranza, che è riuscita a far tornare a nuova vita le catacombe, per anni lasciate nel degrado – aggiunge Foti – e nell’illegalità più totale. A Triolo, invece,  in provincia di Catanzaro, la cooperativa di comunità Scherìa è riuscita a valorizzare alcuni reperti archeologici, coinvolgendo gli abitanti del luogo e i turisti nelle operazioni di scavo”.
“Abbiamo dotato la Sicilia di un modello di sviluppo innovativo  – conclude –  sono soddisfatta del risultato raggiunto e condiviso anche dalle altre forze politiche”.

Sicilia: Campo(M5s), presenta ddl su strade scrittori

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La Sicilia di Giovanni Verga, Salvatore Quasimodo e di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, di Luigi Pirandello e Gesualdo Bufalino, di Leonardo Sciascia e Luigi Capuana, ma anche quella di Giuseppina Torregrossa, Dacia Maraini e Andrea Camilleri. L’isola alla quale si resta “ancorati”, come fa l’ostrica col suo scoglio, e dove con i suoi paradossi “cambia tutto, per non cambiare niente”. E’ a loro che la deputata regionale del M5S Stefania Campo ha deciso di dedicare un disegno di legge. Si intitola ‘Le strade degli Scrittori’, si compone di 11 articoli e punta a coniugare storia e memoria, cultura e turismo, attraverso la creazione di itinerari che si intrecciano con le vite degli autori che hanno segnato la storia della letteratura italiana dell’ 900 e contemporanea. Il ddl, che prevede il riconoscimento delle strada dello Scrittore, intende promuovere percorsi culturali, narrativi, turistici, enogastronomici nelle case natale e nei luoghi d’infanzia e di vita degli autori siciliani, con l’istituzione di un comitato promotore, che coinvolga enti locali, liberi consorzi, associazioni e camere di commercio.

“La strada è un happening di eventi dove tutto si muove e cambia a diverse velocità – afferma la deputata regionale del M5S Stefania Campo  – Durante la mia attività politica spesso mi sono occupata di strade e infrastrutture e di mobilità alternativa e sostenibile. Non poteva mancare un’attenzione particolare alle “strade” in senso metaforico e non: sono le strade degli scrittori siciliani, nelle quali la storia ha incrociato la vita di chi ha scritto le pagine più belle della Sicilia”. “Attraverso la loro istituzione nell’Isola – prosegue – sarà possibile visitare case museo o luoghi in cui hanno vissuto,  entrare nei bar che frequentavano e magari assaporare un dolce che ha ispirato alcuni romanzi.  E ancora visitare una piazza o ammirare uno scorcio e un paesaggio, che li ha ispirati”. “Luoghi – prosegue – conosciuti in tutto il mondo e immortalati in libri, che hanno emozionato grandi registi e fatto la storia del cinema”. “Sono strade ‘diverse’ – conclude –  a lenta percorrenza, da valorizzare e far conoscere, in cui non sono presenti raddoppi di corsie o rotatorie ma solo una segnaletica per conservare la memoria e restiuirla alla collettività e dove sarà possibile soffermarsi a leggere i versi che li hanno resi e li rendono immensi ed eterni”.

Sicilia: M5S, ARS approva norma centri storici e apre a speculazione

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Palermo – Col ddl di variazione di bilancio approvato ieri sera, il Parlamento ha decretato la morte dei centri storici siciliani, aprendo alla speculazione edilizia, perché una norma approvata dall’Aula dà la possibilità ai privati di presentare piani particolareggiati per immobili nei centri storici, ai quali i Comuni si devono adeguare, bypassando i vincoli che tutelano il patrimonio storico, artistico e culturale. Noi abbiamo votato contro. Questa norma è una follia. E ci chiediamo che fa l’assessore ai Beni culturali, di che si occupa, visto che il Governo non s’è pronunciato dinnanzi a questo obbrobrio giuridico. Nei prossimi giorni, quando all’Ars approderà la finanziaria, presenterò un emendamento soppressivo per abrogare questo scempio”. Lo dice il deputato regionale del M5S, Giampiero Trizzino, che accende i riflettori su una norma contenuta nel ddl di variazione di Bilancio varato ieri dall’Ars.

“Le ragioni per cui la norma apre al far west – afferma Trizzino – sono semplici da comprendere. Si potrebbe verificare che in sede di conferenza di servizio, organo che assume decisioni a maggioranza, la sovrintendenza dia un parere negativo a un progetto di un privato, perché magari prevede la costruzione di un albergo in un piazza di un centro storico dopo l’abbattimento di un palazzo che rientra nell’alveo dei beni storico-artistici, ma è in minoranza. Il risultato è l’abbattimento dell’immobile senza possibilità di opposizione. Nei centri storici sono pochissimi gli immobili vincolati, per questo l’articolo approvato apre alla possibilità di snaturare l’origine di un luogo e rendere legale la cancellazione della storia di una piazza o di un palazzo”.

M5S: Biglietti aerei scontati in Sicilia, ancora nulla di fatto

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M5S, Cancelleri: Stato pronto ma Musumeci continua a dormire

-“Il deputato all’Ars: “La Regione doveva inviare a Roma la documentazione richiesta dal Ministero entro il 6 dicembre per far proseguire  l’iter per la continuità territoriale, ma ancora non l’ha fatto. E questo non è che l’ennesimo ritardo della Regione”. “Ormai è chiaro, la continuità territoriale e, nello specifico, la possibilità di garantire ai siciliani prezzi scontati sui biglietti aerei da e per Comiso e Trapani,  sono le ultime preoccupazioni del governo Musumeci. Non si spiegano altrimenti i colpevoli e reiterati ritardi della Regione a fornire allo Stato i documenti e le informazioni necessarie a fare partire l’operazione”. Ad affermarlo è il deputato 5 stelle all’Ars Giancarlo Cancelleri, dopo l’ennesima fumata nera registrata a Roma su questa vicenda.

“Grazie ad una interrogazione dei nostri colleghi in commissione Trasporti alla Camera  – racconta Cancelleri  – ieri abbiamo avuto la conferma che la Regione continua a dormire su questa vicenda. I documenti che questa si era impegnata ad inviare al Ministero entro il 6 dicembre scorso non sono ancora arrivati a Roma. E questo non è che l’ennesimo ritardo che purtroppo dobbiamo registrare su questa vicenda. Già in occasione di precedenti incontri a Roma, gli emissari di Musumeci si erano presentati con documentazione carente o inesistente, e ciò dopo le numerose richieste e sollecitazioni arrivate a Palermo dalla capitale”. “Da quando il sottosegretario ai Trasporti Michele Dell’Orco, a giugno scorso, è venuto in Sicilia ad annunciare la disponibilità di fondi statali per l’operazione – sostiene Cancelleri – non è cambiato niente. Ci sono stati solo incontri a vuoto, sollecitazioni statali  e documentazione non inviata. è paradossale che sia lo Stato a pressare, quando dovrebbe essere proprio il contrario, visto che la Sicilia avrebbe un grandissimo beneficio dall’operazione”.
“Con molta probabilità –  continua il deputato 5 stelle – se la Regione non ci avesse dormito sopra, facendo passare inutilmente 6 mesi dal primo incontro, per Natale si sarebbero potuti avere i primi risultati e i primi biglietti aerei a prezzi ribassati per i siciliani che tornano in Sicilia a trascorrere le vacanze e invece siamo ancora al punto di partenza”.
Sul piatto della continuità territoriale ci sono 31 milioni di fondi   nazionali e 15 milioni di fondi regionali.

“In questa vicenda – conclude Cancelleri – il Movimento 5 Stelle, sia regionale che nazionale, sta dimostrando di avere a cuore il diritto alla mobilità dei siciliani, facendoli sentire isolani e non isolati, e sta dimostrando grande attenzione per gli aeroporti  di Trapani e Comiso che, evidentemente, il governo regionale vuole far morire”.

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Errore nei calcoli del Decreto regionale per assegnazione fondi ai comuni

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Palermo – Il recente decreto dell’Assessorato per gli Enti locali che ha redistribuito le somme per i cosiddetti comuni “virtuosi” in materia di raccolta differenziata contiene un grossolano errore di matematica, che di fatto inverte i criteri di assegnazione delle somme, dando un contributo maggiore a quei comuni che in base alla legge avrebbero diritto ad un contributo minore. Lo ha denunciato poco fa in Aula all’Assemblea Regionale Siciliana, Danilo Lo Giudice, che ha ricordato come la normativa regionale prevedesse che la somma di 5 milioni venisse redistribuita “al 50% in maniera uguale fra tutti i comuni e al 50% in base alla densità demografica”.
Il decreto pubblicato dal Governo però, incredibilmente inverte il criterio della ripartizione su base demografica, in quanto nello stesso si legge un “criterio inverso alla densità demografica” che stravolge del tutto il volere del Parlamento e il significato della legge. In questo modo ci saranno comuni con bassa densità demografica che beneficeranno di contributi sproporzionati rispetto alla propria popolazione, mentre comuni con maggiore densità che avranno contributi esigui.
Lo Giudice ha chiesto al Governo di ritirare il Decreto sottolineando “non è ammissibile che gli uffici degli Assessorati emettano provvedimenti contrari alla legge. Nessuno tranne il Parlamento stesso – ha detto – può modificare la legge; certamente non possono farlo gli uffici con degli atti amministrativi. E’ stato solo un errore di matematica o che?”
Lo Giudice inoltre, per evitare che si possano ripetere errore e rendere la norma più chiara, ha proposto che al parametro della densità demografica sia sostituito quello della popolazione.

M5S: “Sperequazione del governo tra Comuni di serie A e B è vergognosa e intollerabile”

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Tutti impallinati. Sono stati tutti bocciati gli emendamenti del Movimento 5 stelle all’Ars al ddl di variazione di Bilancio che cercavano di correre in aiuto di tutti i Comuni  in dissesto e pre dissesto. “È inammissibile – affermano i parlamentari 5 stelle – che il governo Musumeci continui a fare intollerabili e vergognose sperequazioni tra Comuni di serie A e serie B, tra figli e figliastri, per meri e bassi interessi di bottega. Nessuno di noi ha nulla contro il Comune di Catania, ma tutti, da Porto Empedocle a Bolognetta, da Borgetto a Tortorici, vanno trattati allo stesso modo. Tutti i lavoratori delle varie amministrazioni siciliane hanno lo stesso diritto di percepire lo stipendio al pari dei compaesani di Musumeci, che oggi vengono trattati con i guanti di velluto, mentre tutti gli altri vengono presi a pesci in faccia”.
“Quella in esame a sala d’Ercole – concludono  i deputati 5 stelle – più che una variazione di Bilancio  è una vera Finanziaria cucita su misura addosso a chi è vicino a questo governo, che ha ormai smarrito la bussola, sempre che ne abbia mai avuta una”.

La Fondazione Whitaker protagonista nel calendario di eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018

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Domani, martedì 20 novembre, inaugurazione della mostra “Tina Whitaker. La musica e ritagli di vita dei primi del ’900” e il concerto “Tina Whitaker e la canzone siciliana”.

 Sino al 15 dicembre Villa Malfitano palcoscenico di eventi e di cultura

 La musica avrà uno spazio speciale tra le manifestazioni che per Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 si succederanno a Villa Malfitano sino a metà dicembre, portando nuova luce sui Whitaker e sul costume della Palermo fin de siècle. Domani martedì 20 novembre, alle ore 17.30, verrà inaugurata la mostra “Tina Whitaker. La musica e ritagli di vita dei primi del ’900” con esposizione di edizioni e manoscritti musicali, articoli e programmi di sala che testimoniano l’assidua pratica della musica in casa Whitaker e la ricca veste musicale della Palermo liberty (scelti all’interno del fondo Whitaker da Claudia Oliva, Consuelo Giglio ed Enza Zacco).

Sempre domani, alle ore 18 seguirà il concerto “Tina Whitaker e la canzone siciliana”, con al centro il genere urbano dimenticato fiorito a fine Ottocento a partire dal “Concorso Whitaker per l’Esposizione”. Il programma includerà le canzoni premiate e dedicate a Tina Whitaker-Scalia, promotrice di quel primo concorso ed “esimia dilettante” amica del melodista Francesco Paolo Tosti, che nel 1883 preferì alla carriera teatrale le nozze col ricco imprenditore anglo-siciliano continuando a farsi apprezzare in grandi concerti a scopo benefico. Nata nei salotti dai celebri versi dell’abate Meli, la canzone siciliana assunse presto i connotati di un fenomeno di costume grazie ai successivi concorsi annuali pensati sul modello di quelli di Piedigrotta, senza lasciare tuttavia nella moderna memoria collettiva alcuna traccia del suo passaggio. Tra le altre canzoni in programma anche il titolo d’esordio di Gino Marinuzzi tredicenne e “L’occhi” di Antonio Scontrino, pensata dal compositore trapanese per un’opera che avrebbe voluto dedicare all’abate Meli in occasione del centenario della sua morte, poi non celebrato per via dell’ingresso nella prima guerra mondiale (alla Grande Guerra, nel centenario della sua fine, sarà fatto riferimento con una pagina di rara potenza drammatica né mancherà un accenno al canto popolare attraverso le note armonizzazioni di Alberto Favara).

Dividendosi fra strada e salotto il programma vedrà il M° Fabio Ciulla (Conservatorio di Palermo) accompagnare al pianoforte Lina Lo Coco e Maria Luisa Fiorenza, Lucia Nicotra, Mariangela Russo e Rosaria Sciacca preparate dal M° Ugo Guagliardo (Conservatorio di Trapani), mentre Maurizio Maiorana canterà con accompagnamento di chitarra (Domenico Pecoraro) e mandolini (Piero Marchese e Riccardo Lo Coco). I percorsi della canzone saranno brevemente esposti da Consuelo Giglio, autrice della ricerca su questo pezzo perduto della nostra identità a partire dal riordino del fondo Whitaker.

Ingresso libero sino ad esaurimento dei posti (via Dante 167).

Villa Malfitano per oltre un mese sarà sede e palcoscenico di eventi culturali, mostre e concerti.

Sino al 15 dicembre si andrà avanti con una serie di eventi che intendono ricordare e mettere in risalto le tracce lasciate dalle famiglie inglesi in Sicilia. Le famiglie inglesi tra fine ottocento ed inizio del novecento hanno lasciato in Sicilia, da Palermo a Messina, un’enorme impronta culturale ed economica. La rassegna fa parte degli eventi finanziati da “Palermo Capitale italiana della Cultura 2018”. Grazie al protocollo di intesa tra la Regione Siciliana, l’Assessorato Regionale al Turismo, il Comune di Palermo e la Fondazione Sant’Elia, nella splendida cornice di Villa Malfitano a Palermo, gestita dalla Fondazione Whitaker, si svolgerà un fitto calendario d’eventi atti a celebrare, non solo l’immenso patrimonio culturale che la Villa e il suo parco rappresentano per la città di Palermo e l’intero territorio regionale, ma anche e soprattutto per sottolineare l’importante traccia lasciata alla fine dell’800 da alcune importanti famiglie inglesi sul nostro territorio. Non da ultima quella tracciata proprio dalla famiglia Whitacher.  Fino a metà dicembre, gratuitamente, per i visitatori, Villa Malfitano, farà da cornice a una grande varietà di eventi: concerti, mostre, sfilate in costumi dell’epoca, convegni, volti a sottolineare, sia dal punto di vista culturale che sociologico ed giuridico economico, l’importanza sociale a 360° lasciata alla fine dell’800 dagli inglesi in Sicilia.

 

 

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