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Pianeta Sicilia e turismo. Etna Oggi: I Colori della Trinakria

PAN DEL DIAVOLO BAND – SOUND PROMOTION ARTISTI EMERGENTI

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Il Pan Del Diavolo è un duo folk rock formato da Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo.

Il gruppo nasce a Palermo nel 2006, nel 2008 vince il concorso Italia Wave Sicilia e registra la prima uscita discografica, ossia “Il Pan del Diavolo”.

I Pan del Diavolo hanno registrato il nuovo album, si chiama “FolkRockaBoom”

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Artist Promotion

A.M.R.E. > ARTISTI MERIDIONALI EMERGENTI RIUNITI

SICILY ISLAND PROJECT

 

 

Il magico “Teatro” del pastore Lorenzo

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Quando alcuni studenti di architettura, anni fa, parlarono con i loro professori del Teatro di Andromeda gli edotti risposero che non andava preso a modello perché dal punto di vista architettonico non rispettava molti criteri.

Quest’anno, Lorenzo Reina, che questo teatro lo ha costruito pietra su pietra nel corso di trent’anni, si è preso una bella rivincita.

Reina è stato invitato a partecipare alla XVI edizione della Biennale internazionale di Architettura, dove da giugno espone e racconta la sua grande passione lunga una vita.

A Santo Stefano Quisquina in provincia di Agrigento, nel cuore della Sicilia, c’è un teatro di pietra en plain air con una visuale mozzafiato su una vallata scoscesa. E non solo, c’è anche un parco ricco di opere artistiche realizzate da lui e sta anche costruendo un teatro al chiuso per le rappresentazioni in inverno, quando a mille metri di altezza sul livello del mare c’è molto freddo per stare all’aperto.

Lorenzo, per volontà del padre, è un pastore anche se avrebbe voluto essere uno scultore, parlare con lui è un piacere e una piacevole scoperta, ha molte cose da insegnare: conosce bene la storia, la filosofia, l’arte, l’astronomia e soprattutto le leggi della natura, ma è un autodidatta perché i suoi studi si fermano alla terza media.

Trent’anni fa quando era in giro per portare al pascolo il suo gregge di pecore nel suo appezzamento di terra e arrivò in questo belvedere naturale, vide le sue pecore disposte in modo sparso ma tutte rapite dalla bellezza della visuale, un momento ascetico di comunione assoluta con la natura e, perché no, anche con Dio.

Quel giorno si immagino un teatro dedicato alla costellazione di Andromeda proprio in quel punto che regala tramonti, notti stellate e panorami incredibili.

Cominciò a mettere una pietra sull’altra pietra, giorno dopo giorno, per trent’anni: «Ancora non ho smesso e spero di non smettere mai – dice Reina con il suo sorriso perfetto e i suoi occhi buoni – io mi sono talmente immedesimato in questo teatro che mi sento parte di esso e ho sempre voglia di miglioralo, proprio come faccio con me stesso».

E dopo una vita di sacrifici tra le soddisfazioni e le sofferenze quest’anno è arrivata la consacrazione: il suo teatro è un unicum architettonico ed è stato scelto ed è in esposizione tra i sessanta progetti a tema “Arcipelago Italia” al Padiglione Italia curato da Mario Cucinella, fino al 25 novembre.

«È la prima volta che un pastore espone alla biennale di architettura – aggiunge – ho dovuto rinunciare a tante cose nella mia vita per aiutare mio padre nei campi persino agli studi, mi sarebbe piaciuto fare l’università e invece prendevo in prestito i libri di mia sorella e li leggevo al pascolo».

Al teatro arrivano turisti da tutto il mondo, anche siciliani migrati all’estero, alcuni per assistere alle rappresentazioni o alle serate in programma al teatro. Ma con l’esposizione a Venezia i turisti sono più che raddoppiati, arrivando a 700 visite in un mese.

 

Fonte: https://www.balarm.it/

Granita all’acqua di mare per Pietro Di Noto.

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Domani 1° agosto, il maestro gelatiere Pietro Di Noto, nella puntata di “Quelle brave ragazze” che andrà in onda su Rai 1 a partire dalle ore 10:00, con la presenza di Veronica Maya, Valeria Graci, Arianna Ciampoli e La Mario, proporrà, primo al mondo, una granita in vari gusti, che avrà come ingrediente principale l’acqua di mare di Castel di Tusa, luogo in cui vive e lavora abitualmente.
Negli anni passati le acque del borgo marinaro della costa tirrenica Siciliana, sono state premiate con due bandierine del Fee, per la limpidezza e la purezza dei componenti, classificando Tusa, ed in particolare “Le Lampare“,come la seconda spiaggia più bella d’Italia dopo Maratea.
Pietro Di Noto, con le sue innovazioni in fatto di gelati e granite, è ormai ospite fisso, nei più noti programmi gastronomici e di attualità delle reti Rai. Il mese scorso, la conduttrice Elisa Isoardi, lo ha voluto in collegamento per il suo programma, proprio dalla spiaggia delle Lampare, insieme allo chef Mario Di Vita. I due maestri hanno proposto granite al pistacchio, alla caponata Siciliana e la tanto apprezzata al cannolo di ricotta.
Comunicato Stampa
by Letizia Passarello

Sicily Island, Terme di Segesta: acque bollenti e naturali tra i boschi

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Specchio d'acqua termale a Segesta

TERRA DI SICILIA, TERRA DI NATURA, ARIA, SOLE, MARE

Secondo la leggenda greca, l’acqua è così calda per volere della divinità Krimisòs che aveva alzato la temperatura per riscaldare la ninfa Egesta, che era fuggita dalla città di Troia distrutta dalla guerra.

Questo racconto mitologico collega la fondazione di Segesta all’arrivo dei troiani che avrebbero scelto questa città proprio per le proprietà medicali e benefiche delle acque calde, che oggi formano i bagni liberi di Segesta.

Le manifestazioni principali si trovano in località Ponte Bagni, nei pressi dello stabilimento termale vero e proprio: qui sono situate tre polle, denominate “delle femmine”, – della regina – e del – gorgo -, caratterizzate da acque calde (ad una temperatura compresa tra i 45 ed i 50° C) di composizione cloro-solfato-alcalino-terrosa.

Le sorgenti sono situate ai piedi di una parete ed hanno una portata complessiva di circa 110 litri al secondo, la pozza più grande è stata chiusa con un muretto in cemento e pietra viva, e sono stati anche realizzati dei gradini di accesso.

Se siete alla ricerca di un ambiente più selvaggio, basta risalire di poco il corso del fiume per ritrovarsi immersi in uno spettacolare canyon con cascatelle, tamerici e oleandri, alcune sorgenti si aprono proprio nell’alveo fluviale, provocando un piacevole riscaldamento delle acque.

Circa 1 km ad est della stazione ferroviaria di Alcamo si trovano invece le Terme Gorga, caratterizzate da due sorgenti principali con una portata complessiva di circa 80 litri al secondo e con una temperatura dell’acqua di circa 50ºC.

Dalla zona sorgentizia è possibile seguire a piedi il corso del fiume lungo il quale sono situati numerosi mulini a ruota orizzontale, alcuni dei quali risalenti al Dodicesimo secolo, e diversi agrumeti dove si coltiva ‘l’ovaletto di Calatafimi”, un’arancia tardiva caratteristica di questi luoghi.

Pioppi, salici, olmi ed oleandri punteggiano il territorio, e tra i loro rami non è difficile osservare cannaiole, gruccioni civette o tortore dal collare; nelle acque del fiume Caldo poi, con un po’ di fortuna, si può incontrare la preziosa tartaruga palustre siciliana.

Dopo una rilassante immersione nelle terme, si può visitare il Tempio dorico di Segesta che si trova in località Scopello e tutto il sito archeologico dove ammirare oltre le bellezze del passato, anche una ricca e variegata vegetazione. In tutta la zona di Castellammare del Golfo è possibile fare escursioni e trekking.

Bagni liberi di Segesta, come arrivare
È possibile raggiungere i bagni liberi di Segesta sia in treno, areo, nave o mezzi privati.

  • In treno: prendendo la linea Palermo-Trapani e scendendo alla stazione ferroviaria di Castellammare del Golfo.
  • In aereo: aereoporti di riferimento sono il Falcone-Borsellino di Palermo (50 Km) e il Vincenzo Florio di Trapani Birgi (49 Km).
  • In nave: porto di Palermo o di Trapani
  • In auto: da Palermo: autostrada A-29 (Palermo-Mazara del Vallo) con uscita Castellammare del Golfo – Segnaletica per Segesta/Stabilimento Privato Terme; da Trapani: autostrada A-29 in direzione Palermo con uscita Castellammare del Golfo.

“Geografie sentimentali” è la mostra di mappe storiche della Sicilia e del Mediterraneo

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Con il patrocinio dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana e della Biblioteca regionale universitaria di Messina e con il sostegno del Parco archeologico Naxos Taormina.
Il racconto della Sicilia e del Mediterraneo attraverso le mappe storiche conferma il ruolo nevralgico di Messina tra il Medioevo e l’inizio dell’Età Moderna, come svela la selezione di libri antichi e stampe di pregio curata da Maria Teresa Rodriquez e Roberta Scorranese. La progettazione e direzione degli allestimenti sono di Francesca Cannavò; il progetto grafico è di Tina Berenato.
Il vernissage, fissato per domenica 24 giugno alle ore 12:00, prevede un intervento dell’Orchestra mandolinistica “Gioviale” di Taormina. Presenzierà Sebastiano Tusa, Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana: Taobuk è un evento qualificante che seguo e apprezzo, particolarmente perché nella stagione estiva, che molti credono vocata solo allo spettacolo puro, dà spazio al libro che ritengo insostituibile strumento di riflessione personale e collettiva. E ancor più perché lo è nella funzione di bene culturale in senso lato e anche tecnico, nella dimensione di raccolta libraria pubblica e talvolta privata. In ragione di questa consapevolezza, l’Assessorato che ho l’onore di dirigere ha dato il suo contributo perché possa svolgersi, in parallelo alla rassegna letteraria, la Mostra di Libri Antichi e di Pregio curata dalla Biblioteca Regionale di Messina e dal Parco Archeologico di Naxos.
È una mostra – sottolinea Antonella Ferrara, Presidente e Direttore artistico di Taobuk – che ben si sposa con il filo conduttore del festival, che quest’anno ruota intorno al concetto di rivoluzione-evoluzione. Nell’incisione del bulino si colgono infatti cambiamenti epocali scientifici e di pensiero.
E ogni mappa storica è un aggiornamento di acquisizioni continue, che si nutrono delle ricerche e delle scoperte di naviganti ed esploratori.
I suoi segni codificati accompagnano i piccoli e i grandi viaggiatori in un tour perpetuo di nuove mete e ineludibili ritorni. Fino a toccare i confini della Terra, che a sua volta ruota su stessa e intorno alla sua stella. E il letterale “revolvere” degli astri come degli uomini è il gesto che sta alla radice stessa della parola rivoluzione, tracciando ineluttabilmente la rotta di chi la compie.
Sulla valorizzazione dei beni culturali insiste Vera Greco, Direttore del Parco Archeologico di Naxos Taormina: Alla consueta serata inaugurale al Teatro Antico, quest’anno la partecipazione del Parco, partner storico di Taobuk, aggiunge la mostra di libri antiquari provenienti dalla Biblioteca regionale messinese, che è stata realizzata a Palazzo Ciampoli, altro gioiello di proprietà dell’Assessorato Regionale Beni Culturali. Si è raggiunto così un duplice obiettivo: valorizzare il segmento dei libri antichi e di pregio nel panorama dei beni culturali siciliani, e riaprire un monumento importante, del quale la collettività reclama la fruizione permanente quale significativo tassello nella costruzione di un’offerta culturale mirata a compiere un’auspicata rivoluzione: non fermare il turismo a Taormina da novembre a maggio.
Secolari mappe e vetusti atlanti della Trinacria: sono autentici capolavori da esposizione le incisioni custodite nella Biblioteca regionale universitaria “Giacomo Longo” di Messina. Merito di cartografi raffinati, chiamati a tradurre in segni codificati le rotte di terre e di mare che hanno segnato l’umana avventura mediterranea. “Geografie sentimentali” è il titolo della grande mostra allestita da domenica 24 giugno a domenica 8 luglio a Taormina, nella splendida sede di Palazzo Ciampoli. Si tratta di un autentico evento, promosso da Taobuk, il Taormina International Book Festival, che anche quest’anno – all’interno di un vasto programma in cui la letteratura dialoga con tutte le arti – propone una mostra di rilievo, con il patrocinio dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e della citata Biblioteca regionale, e con il sostegno del Parco Archeologico  Naxos Taormina e il supporto organizzativo della società Aditus Tne Key.
Si riparte dunque con l’evento espositivo elaborato da due esperte curatrici: La storia della Sicilia – spiega Maria Teresa Rodriquez, dirigente responsabile della Biblioteca – è anche la storia del suo territorio e le biblioteche sono il luogo, per eccellenza, dove ricostruire le storie per costruire la storia. Le carte, come i libri, ma dotate di una capacità di comunicazione più immediata della scrittura, sono un documento, testimonianza di culture, di epoche, di tecniche, di uomini. Parlano con le immagini di cui vanno indagati simboli, motivi di produzione, pubblico di riferimento. – L’insularità della Sicilia nelle carte più antiche, ma non solo, è vista non come isolamento, ma come apertura verso altre terre, simboleggiata dalla cornice spezzata che racchiude l’isola, come crocevia delle rotte mediterranee, quasi un ponte fra l’Europa e l’Africa e verso la Terra Santa e i mercati d’Oriente -. Dalla ricchezza delle sue collezioni storiche, accresciute negli anni con una mirata politica di acquisizioni, la Biblioteca regionale di Messina offre, in questa occasione, una consultazione delle carte storiche diversa da quella tradizione, più museale, assolvendo ai suoi compiti di promozione della cultura e valorizzazione del proprio patrimonio bibliografico.
Il percorso di “Geografie sentimentali” – riassume Roberta Scorranese, giornalista del “Corriere della sera” – è un racconto che va dal Cinquecento all’Ottocento, a volte seppiato, a volte colorato, più o meno intriso di fantasia. Ci sono le mappe fatte per i naviganti, con i riferimenti per l’attracco bene in evidenza. E ci sono quelle che, per esempio, Vincenzo Maria Coronelli fece per gli eruditi, i quali nel tardo Seicento non gradivano più una rappresentazione fedele della Terra, poiché erano abituati ad assegnare a ciascun luogo un mito, un simbolo, un rimando culturale.
Ci sono le città vere e le città ideali, come nella mappa del 1680, firmata dal fiammingo Frederick de Wit che riprende una rappresentazione del secolo precedente: in un riquadro in alto, compare una Messina dotata di mura di cinta e di arsenali che all’epoca non esistevano, ma quella era l’immagine che si voleva trasmettere. E poi ci sono gli uomini, quelli che giravano a piedi l’isola per poterne tracciare forma e coordinate, come Filippo Cluverio, geografo tedesco che visse solo 42 anni ma ci ha lasciato in eredità le linee guida della geografia storica.
È il romanzo della Sicilia e del Mediterraneo in una trentina di mappe preziose, ciascuna con una storia e una voce.

Un polo culturale dedicato alla valorizzazione dei beni patrimonio Unesco di Ragusa, Aquila: “E’ una scelta indifferibile per garantire una marcia in più alla nostra città”

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La crescita dell’offerta culturale dovrà rappresentare lo strumento essenziale per lo sviluppo cittadino, creando la giusta sinergia tra l’ente di palazzo dell’Aquila e le diverse realtà territoriali. Lo scopo dovrà essere quello della programmazione di una serie di eventi di alto livello che, accanto alle manifestazioni già istituzionalizzate, potranno garantire a Ragusa quella marcia in più che, fino ad oggi, è mancata. E’ questo il senso della proposta lanciata da Emanuele Aquila della lista Maurizio Tumino sindaco, recepita dal candidato al ruolo di primo cittadino e inserita nel programma. “Perché – sottolinea Aquila – sono convinto che, ancora oggi, in molti sono i ragusani che ignorano che, nella nostra città, esistono ben 18 monumenti che sono stati inseriti dall’Unesco nella propria World heritage list. E 18 è un numero sinceramente altissimo per una città di modeste dimensioni come può essere la nostra. E però si tratta di una risorsa monumentale grandissima che dobbiamo cercare di sfruttare nella maniera migliore, con la consapevolezza che le ricadute saranno positive per la crescita e lo sviluppo economico, finalizzando le stesse alla creazione di un sistema culturale destinato a incentivare la fruizione di questi gioielli barocchi. Ecco perché, come lista Tumino sindaco, riteniamo non più differibile l’istituzione di un polo culturale dedicato alla valorizzazione dei beni patrimonio Unesco. E tutto ciò potrà essere realizzato anche mediante il coinvolgimento del partenariato pubblico-privato al fine di creare un sistema virtuoso che riesca a coniugare l’esigenza di tutela e conservazione di tale patrimonio con la necessità di una sua valorizzazione”.

PALERMO IERI E OGGI

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Il nome della Città di Palermo deriva dal greco che significa tutto porto, tale dicitura serve per indicare l’importanza dei fiumi che la circondavano. I fiumi in questioni sono il Papireto e il Kemonia.

Mentre i fenici a cui la città deve la sua fondazione la chiamavano Zyz che significa Fiore. Palermo nonostante le molteplici dominazioni rimase sempre il centro nevralgico del commercio, questo ‘’ privilegio ‘’ lo deve alla sua posizione geopolitica.

Ritornando alla Storia nel IX secolo d.c la Città subì la dominazione araba che porterà un periodo di splendore. Nel mentre nel cuore di Palermo nascono dei nuovi quartieri a cui nomi derivano dalla lingua araba. Uno dei quartieri famosi che nascono in quel periodo è il Cassaro’, il nome deriva da Quasr che significa il castello antico, con tale dicitura venne anche indicata Via Vittorio Emanuele, luogo in cui nei pressi sorge la Cattedrale di Palermo.

La Cattedrale della città è dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta, fu costruita nel 1184 per volontà dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio. La Pianta della chiesa è a forma di croce latina e lo stile interno si basa sul modello neoclassico. Sempre all’interno dell’edificio religioso vengono custoditi i resti dei Sovrani che hanno governato la città tra cui ricordiamo il sarcofago di Federico II e Ruggero II oltre a conservare le reliquie di Santa Rosalia, patrona di Palermo.

Invece all’esterno della cattedrale possiamo ammirare lo stile arabo-normanno. Sempre nei pressi della Cattedrale sorgono i famosi 4 canti, luogo in cui oggi si riunisce la movida palermitana.

Ogni canto si trova quindi in un mandamento diverso, i canti sono articolati su più strati, con fontane che raffigurano i fiumi storici della città (Oreto, Kemonia, Pannaria, Papireto), allegorie delle quattro stagioni, statue di sovrani spagnoli (Carlo V, Filippo II, Filippo III e Filippo IV) ed infine, le quattro sante patrone di Palermo (Sant’ Agata, Santa Ninfa, Santa Olivia e Santa Cristina) che prima dell’avvento di Santa Rosalia proteggevano ognuna un mandamento di Palermo.

Altro monumento di estrema bellezza è Piazza Pretoria, incorniciata dal Palazzo delle Acquile, la Chiesa di Santa Caterina, Palazzo  Bonocore e, oltre la Via Maqueda. Piazza Pretoria è per molti conosciuta come Piazza della Vergogna a causa della nudità delle statue. Lo stile che richiama è quello cinquecentesco. Per quando riguarda invece i Palazzi ricordiamo Il Palazzo Butera, affacciato sul Foro Italico, presenta una raffigurazione settecentesca. Mentre Palazzo Riso che venne completato alla fine del 1700, presenta una transazione tra lo stile baracco e quello neoclassico. Invece Palazzo Chiaramonte presenta uno stile arabo-normanno. Tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 nasce il Palazzo d’Orlèans, di stile neogotico. Non possiamo dimenticare il Palazzo Valguanera – Gangi, famoso soprattutto grazie al regista Luchino Visconti che lo scelse come set di una delle scene del ’Il Gattopardo’’. La Città raccoglie vari monumenti ma anche edifici di stile arabo, normanno, gotico, neoclassico e liberty.

Soprattutto nel XIX si diffonde lo stile liberty, fra i vari villini che richiamano tale stile va ricordato il Villino Florio. Oltre ai Palazzi Palermo è famosa per i suoi mercati storici, tra i più caratteristici ricordiamo la Vucciria, Ballarò e il Capo.

Nonostante le varie difficoltà che presenta Palermo in termini di disoccupazione e di povertà alla fine del 2017 Palermo è stata candidata come la Capitale della Cultura del 2018.

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by Girolama Gaziano

PANORAMA SICILIANO

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IL PUZZLE MORO. DOMANI ALL’AUDITORIUM FLORIDIA DI MODICA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GIOVANNI FASANELLA

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In molti hanno cercato di fare i conti con le ultime ore di vita di Aldo Moro e sul perché fu ucciso. Per questo Giovanni Fasanella ha scritto “Il puzzle Moro”, proprio per ricostruire i fatti e fare il punto della situazione. L’autore sarà domani, giovedì 19 aprile, a Modica per intrattenersi sui contenuti del suo libro con Giovanni Brancati, segretario territoriale Cna Ragusa. L’iniziativa, che si tiene all’auditorium Floridia di piazza Matteotti a partire dalle 18, è promossa da Mondadori Bookstore Modica. Nel suo libro Fasanella, giornalista e saggista, si chiede: dopo tutte le parole e tutte le inchieste a che punto siamo arrivati della questione? Perché Aldo Moro fu ucciso? Questa è una delle domande che più tormentano la politica italiana e la incasellano in un mucchio di bugie, segreti, mancate verità. Secondo Fasanella, Moro costituì per la politica mondiale un enorme pericolo: quello di mettere in crisi degli equilibri prestabiliti che vedevano i comunisti da una parte e tutto il resto del mondo dall’altra.

Moro aveva infatti cercato e avviato la politica del disgelo tra Dc e Pci creando così un vero e proprio problema alle grandi potenze come Usa e Urss che volevano assolutamente bloccare il grande compromesso storico. Primo tra tutti il governo britannico inviò degli agenti segreti in Italia per studiare da vicino la politica di Aldo Moro e per cercare di ostacolarla. Usa, Francia e Germania Ovest da una parte e Unione Sovietica, Cecoslovacchia e Bulgaria si ritrovarono unite contro questo nemico fantasma: ovvero un leader italiano che aveva l’idea bizzarra di riuscire a mediare. In “Il puzzle Moro”, Giovanni Fasanella fa così un’ipotesi, neppure troppo velata, di un coinvolgimento internazionale di più forze che hanno poi portato al rapimento di Moro e alla sua drammatica uccisione (nella foto Giovanni Fasanella).

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– by Giovanni Brancati

Il Coro Lirico Sinfonico di Enna  degno ambasciatore della città di Enna a Todi e Assisi 

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Il Coro Lirico Sinfonico Città di Enna ambasciatore della buona musica anche fuori dai confini ennesi. Questa, in sintesi, la due giorni in terra umbra del coro ennese diretto da Luisa Pappalardo ed Alessandro Maccari, protagonista sabato 14 Aprile a Todi e domenica 15 Aprile ad Assisi.

Nella giornata di sabato il coro ha tenuto, infatti, un concerto presso la Concattedrale della Santissima Annunziata di Todi, evento inserito nell’ambito della nona edizione del Torneo Arcus Tuder, manifestazione nazionale di tiro con l’arco durante la quale è stato celebrato il gemellaggio tra le città di Enna e Todi: durante la cerimonia svoltasi nella mattinata, la presidente del coro Antonella Leonardo ha omaggiato il sindaco di Todi Antonino Ruggiano con una cesta contenente prodotti tipici del territorio ennese, realizzata grazie alla preziosa collaborazione del Libero Consorzio Comunale di Enna e di numerosi bar e panifici locali.

Momento molto intenso quello del concerto svoltosi nel pomeriggio nel Duomo della cittadina medievale, con presenti i sindaci delle due città gemellate, due assessori del Comune di Todi e numerosi cittadini della città umbra, i quali hanno potuto godere dell’ascolto della buona musica e del bel canto a cura dei coristi ennesi, diretti come di consueto dai due maestri Luisa Pappalardo e Alessandro Maccari. Subito dopo il concerto, il coro ha preso parte al banchetto medievale allestito presso la Sala della Pietre situata all’interno del Palazzo Comunale di Todi.

Domenica mattina, invece, momento altamente spirituale ad Assisi, presso la Basilica di San Francesco. Il Coro Lirico Sinfonico Città di Enna ha animato la Santa Messa delle ore 10,30. Di concerto con il direttore della cappella musicale del Sacro Convento di Assisi, Maestro Padre Giuseppe Magrino, il coro ha magistralmente eseguito, durante la celebrazione, brani di Georg Friedrich Händel, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Schubert ed il Kyrie tratto dalla Missa Te rogamus Domine di Delfino Thermignon, partitura quest’ultima di particolare bellezza e rilevanza storica strettamente legata alla Basilica di San Francesco. Al termine della celebrazione, alla quale era presente anche il sindaco di Enna Maurizio Dipietro, scambio di doni tra il coro ed i frati francescani di Assisi. Anche in questo caso i coristi hanno donato alla famiglia francescana la cesta contenente i prodotti tipici dell’ennese. Tra questi l’olio prodotto in contrada Zagaria, offerto in dono per essere bruciato nella lampada votiva che rischiara la cripta dove riposano le spoglie mortali di San Francesco.

“Siamo contenti – queste le parole del direttivo e dei coristi al termine della Messa di Assisi – per queste due straordinarie giornate che abbiamo vissuto, seppur in ambiti diversi, all’insegna dell’arte e della spiritualità. Siamo onorati ed orgogliosi di avere, ancora una volta e grazie alla musica, rappresentato la nostra città in manifestazioni importanti e di prestigio. L’evento di Todi e la Santa Messa nella Basilica Superiore di San Francesco di Assisi rimarranno indelebilmente impressi nella nostra memoria e non finiremo mai di ringraziare chi ha permesso la realizzazione di tutto ciò, l’amministrazione comunale con in testa il sindaco Dipietro ed i frati di Assisi. Un grazie particolare anche al Libero Consorzio Comunale di Enna, il quale si è fatto promotore della realizzazione delle due ceste che abbiamo avuto l’onore di donare e a coloro i quali hanno voluto dare il proprio contributo a questa nostra esperienza in Umbria”.

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