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ACQUA:, DALLA SACRALITA’ ALLA MERCIFICAZIONE

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Le guerre dell’acqua sono già una triste realtà in molti Stati come: Punjab, Palestina, Israele, India, Cina, Messico, Ghana e Stati Uniti.

Il più delle volte, gli uomini di potere fanno apparire le guerre dell’acqua come conflitti etnici e religiosi, proprio per il fatto che lungo il corso di grandi fiumi( Nilo, Gange, Tigri, Eufrate ecc ..) stanziano e organizzano la propria vita vari popoli.

L’acqua, quando viene vista e vissuta nella sua sacralità, assume un ruolo pacificatore indipendentemente dall’epoca e dalla società d’appartenenza.

L’oro blu, però, ultimamente a causa della sua privatizzazione sta diventando una risorsa “esigua” per i diversi popoli della terra, e questo costituisce una minaccia silente per il benessere mondiale.

“Se le guerre del Ventesimo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del Ventunesimo avranno come oggetto del contendere l’acqua”.

Quando si parla di acqua ci troviamo di fronte a due culture: acqua come: dono – offerta e acqua come: mercificazione – vendita.

In India, l’acqua è parte integrante di un rito sacro, come può essere l’ospitalità( PIYAO), cioè agli assetati viene donata l’acqua in ciotole di coccio( jal mandirs).

Gandhi sostiene che: “La terra ha abbastanza per le necessità di tutti ma non per l’avidità di tutti”.

Il pianeta è formato per 2/3 da acqua e nonostante ciò l’oro liquido scarseggia: la deforestazione e le attività minerarie hanno ridotto la capacità dei bacini di contenere l’acqua.

Le monocolture e l’inquinamento atmosferico ha portato a continui cambiamenti climatici e da ciò ne deriva: siccità su larga scala, cicloni e inondazioni.

La Rivoluzione verde ha assunto grande importanza e grande valore perché ha introdotto nell’agricoltura la coltivazione di alimenti alternativi: mais, riso, grano ecc …, soprattutto nei paesi in via di sviluppo evita così la denutrizione dei più poveri.

L’inserimento negli stati sottosviluppati di pozzi tubolari e pompe motorizzate ha scombussolato l’equilibrio dell’ecosistema regionale, provocando la deflagrazione ambientale e la siccità.

Col trascorrere del tempo l’economia dell’acqua è diventata un’economia da far west basata sulla teoria della priorità dell’appropriazione e sull’arrivo della privatizzazione.

L’acqua è un bene comune, quindi nel mondo si deve lottare per UN DIRITTO ALL’ACQUA pulita e contro la libertà di inquinarla.

Contro il problema dell’inquinamento acquifero sono stati stillati nove principi:

  1. L’acqua è un dono della natura
  2. L’acqua è essenziale alla vita
  3. La vita è interconnessa mediante l’acqua
  4. L’acqua deve essere gratuita per le esigenze di sostentamento
  5. L’acqua è limitata ed è soggetta ad esaurimento
  6. L’acqua deve essere conservata
  7. L’acqua è un bene comune
  8. Nessuno ha il diritto di distruggerla
  9. L’acqua non è sostituibile.

“Troppa acqua, o troppo poca, distrugge il creato”

(Adagio Oriya)

La crisi dell’acqua è da attribuire a grandi stravolgimenti climatici: scioglimento di ghiacciai, siccità, uragani, calore eccessivo.

Occorre convertire la siccità in abbondanza, per cui bisogna saper coniugare la coltivazione di cereali con un’irrigazione “protetta”.

Citando il Corano si può dire che:” L’acqua è fonte di tutte le forme di vita”

E poi: “L‘acqua è la più grande nutritrice ed è quindi come una madre”

( Taittiriya Samhita).

di Concetta Padula