Home COMUNICATI STAMPA Cateno De Luca contro tutti: è scontro col Ministro Lamorgese, niente “babbiu”

Cateno De Luca contro tutti: è scontro col Ministro Lamorgese, niente “babbiu”

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Messina, non per nulla “porta della Sicilia, al centro dell’attenzione mediatica e governativa. In piena emergenza “Coronavirus” il Sindaco della città metropolitana di Messina emana alcune ordinanze sindacali per il monitoraggio e controllo dello Stretto di Messina per evitare che l’ingresso di contagiati possa assumere sull’isola effetti pandemici incontrollabili. Studia ed elabora una sorta di “list entry control” per chi viene in sicilia con prenotazione e destinazione. La cosa non passa inosservata al Ministro dell’Interno Lamorgese, il quale dopo aver già esporto denuncia contro il Sindaco De Luca per Vilipendio contro le Istituzioni, adesso annulla le ordinanze, quasi quasi per lasciare intendere ed incontrollato lo Stretto dove ognuno passi a piacimento.

I vari decreti Governativi non hanno difeso la Sicilia, anzi è stata messa al rischio contagio in maniera esponenziale, l’esempio della Renault 4 itinerante tutt’oggi ne da chiara conferma. Certo non è facile accertare da parte di un ministro se non va sul luogo il sapere nello specifico l’applicazione in loco di un decreto, tra scrivere e passare al territorio vi è il mare in mezzo. La patata bollente viene affibbiata ai Sindaci, che purtroppo come dimostrasi, quando hanno una buona idea, ed è un Sindaco Siciliano a porre le mani avanti la cosa non piace al Governo Centrale.

Ministro, sciacalli, Sindaci non simpatizzanti dei suoi metodi, De Luca contro tutti. Il cosiddetto “u babbiu” lasciato intendere nella sua interezza del concetto significativo “presa in giro” da parte delle istituzioni, non passa inosservato ne al Sindaco, ne alla cittadinanza Messinese, ne alla Sicilia intera, ove si vede un Governatore Musumeci non prendere mai posizioni accentuate ma girarci intorno con post su facebook e mai in ” trincea”. Sicilia terra alla mercè di politiche e politici che nulla fanno per essa. Oggi più che mai il popolo Siciliano non si sente garantito nel dal sistema Istituzionale italiano ne dai suoi vari rappresentanti eletti. Non si cerca la famigerata indipendenza, ma l’applicazione del suo Statuto Speciale che ne farebbe una terra ricca e piena di vita, dove un sistema economico proficuo annienterebbe le varie guerriglie urbane di sopravvivenza locale e le varie mafie che legiferano, pilotate da menti e poteri d’oltre sponda, orde che gettano fango su tale terra.

Gli ultimi eventi dimostrano in maniera chiara e comprovante che qualcosa all’Ars non va, che qualcosa nei politici Siciliani eletti a rappresentanza non va, che le politiche economiche non vanno, difatti ecco, sorge la beffa sull’assurdo, una terra con un parlamento proprio tra i più antichi al mondo debba sottostare a gioghi faziosi ed imposizioni di potere che ne sfruttano ogni singola risorsa non lasciando nulla in loco impoverendo il tutto in modo che il tessuto sociale si assottigli sempre più implorando “pane”.

Bandiera Siciliana

Oggi, più che mai, è la Sicilia con il suo popolo ad essere presa per i fondelli e sbandierata ai quattro venti senza controllo per come vuole lo Stato italiano, già reo di ritardi nel monitoraggio del sistema sanitario e reo del lasciapassare sconsiderato nello Stretto di Messina, fattore allarmante viste le precarietà sanitarie locali ma nonostante ciò si sta dando ampia dimostrazione di volontà e rispetto delle regole, la limitazione dei contagi fa capire in maniera lampante che sia i Sindaci che il popolo rigano dritto in osservanza delle norme e decreti.

In attesa che il periodo pandemico Coronavirus volga al termine siamo speranzosi di controlli fattivi al passaggio nello Stretto in modo da garantire sicurezza sul territorio. Che sia il Sindaco di Messina a fare da portavoce per l’intera comunità Siciliana, lui come un’altro, a parte la sua originalità nell’esporre, sarebbe opportuno che le “alte sfere” comprendano insieme agli altri che in tempi di guerra non si spara alle gambe ma si affronta il nemico a viso scoperto sullo stesso campo. La cittadinanza Messinese intera, oggi si affida nelle mani del loro Sindaco a tutela di loro, della provincia e di tutti i Siciliani. Nuovi sviluppi e aggiornamenti verranno seguiti con interesse da parte di tutti noi, in modo da carpirne le posizioni delle parti sul “ring burocratico”, chi è dalla parte del popolo e chi si fa i fatti propri.

Una cosa è sicura, i Siciliani sono per la Sicilia e per la loro sicurezza, pertanto non credono nei “nulla osta” concessi dal Viminale perché quanto accaduto su scala Nazionale evidenzia la precarietà del sistema Istituzionale, flebile, disorganizzato, disinteressato verso il Sud a maggior ragione per quanto accade nell’odierno. Ad oggi la Sicilia non crede nello Stato centrale, non ha fiducia in esso, non si vede ne tutelato ne rappresentato pertanto chiede l’esercitazione in maniera completa della propria autonomia regionale secondo Statuto poiché prima o poi sorgerà un nuovo sole che oscurerà quelle politiche melliflue e fugaci belligeranti sul territorio illudendo e ingannando le genti con “falsi miracoli”.

Un grande futuro luminoso si prospetta all’orizzonte per la Sicilia, con un progetto unitario capace di raggruppare tutte le forze e convogliarle verso un unico interesse sociale, quello del popolo, per dire basta a miseria e povertà, ostruzionismo, burocrazia, sfruttamento delle risorse etc etc …

Nuove politiche sociali, agricole, economiche, marittime, turistiche, potrebbero rilanciare la Sicilia verso l’Olimpo dello star bene lavorando e producendo, senza assistenzialismo e parassitismo invogliato.

Siciliani siete pronti al cambiamento ed a credere in voi stessi? Bene da adesso #ubabbìufiniu, il futuro è in mano vostra, voi potete decidere se sottomettervi ed essere schiavi di un sistema oppure prendere in mano le redini del vostro futuro ed essere partecipi al rilancio della vostra terra. Il Sindaco De Luca vi sta dando un esempio di grande coraggio, controllo e organizzazione sia a livello locale che regionale impedendo l’ingresso incontrollato da parte degli attraversanti lo Stretto.

Messinesi e Siciliani in maniera unita e accorata dicono no alla “mano sinistra” che mira a confondere e distruggere popolo e identità.