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TEATRO: UNO SPACCATO DI VITA ALTERNATIVA

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Il testo teatrale, una volta messo in scena su di un palcoscenico, ha la peculiarità di inviare un messaggio in modo diretto al pubblico in platea.

Alcune volte, come con i comici e i drammaturghi, gli attori con grande destrezza riescono a coinvolgere direttamente il pubblico nella loro rappresentazione a braccio.
Uno tra i più grandi attori e drammaturghi italiani del secolo scorso è senz’altro Dario Fo.
Egli in tutte le sue piaçe riesce a instaurare un rapporto vivo con il pubblico.
Dario Fo ha fatto anni di gavetta nel cabaret per approdare poi nei teatri , quasi sempre con la moglie Franca Rame e dando un’impronta per lo più politica alle sue rappresentazioni.
E’ del 1969: “Mistero buffo” , un collage di piece in dialetto padovano dove in modo buffo e graffiante vengono affrontati e trattati argomenti di forte attualità.
Lo scopo di Dario Fo è quello di “educare i giovani” con una”, contro-notizia”cioè delineare un ‘informazione che si discosta largamente dai canali ufficiali della classe politica che al momento detiene il potere.
Vuole dare un altro un diverso volto alla notizia, all’informazione ufficiale.
Egli, in scena, usa una recitazione composta da dialoghi e battute serrate veloci ed essenziali con l’intento di creare una satira di costume.
E’ polemico con la società del suo tempo, e si esprime in modo da far emergere l’antica tradizione popolare della commedia dell’arte.
Il suo è un teatro “alternativo”, in cui mette mano a tematiche di cronaca e di storia dei sui giorni e cerca di lanciare e lasciare un messaggio che sia al contempo irriverente, anticonformista e rivoluzionario.
Il suo messaggio arriva al pubblico in forma “amplificata”, volutamente
“irriguardosa”,” poco ossequiosa” dei canoni della “storia narrata” ed accettata dalla massa.

By Concetta Padula