Home CULTURE DALLA SICILIA ALLA BASILICATA: L’ARTE ANTICA DEL PRESEPE

DALLA SICILIA ALLA BASILICATA: L’ARTE ANTICA DEL PRESEPE

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Alle pendici del Monte Siri sorge Anzi, piccolo paesino dell’entroterra lucano.
In questo incantevole borgo della Basilicata, situato a più di mille metri sul livello del mare, si trova il presepe poliscenico stabile.
Il presepe, per grandezza ed importanza è quarto a livello europeo dopo Grottaferrata, Messina e Terragona in Spagna.
Esso riproduce, in dieci scene, le tappe che segnano la nascita e l’infanzia di nostro Signore Gesù Cristo, secondo il Vangelo di Luca e Matteo.
Il primo piano è occupato da personaggi interamente lavorati a mano, illuminati da giochi di luce ed effetti ottici.
L’artista lucano Antonio Vertulli ripropone in secondo piano alcuni degli scorci paesaggistici più belli della regione.
Il presepe è stato realizzato tra il 1994 e il 1997, mentre l’inaugurazione risale al 13 Dicembre del 1997.
Ogni scena occupa uno spazio compreso tra i 13 metri di lunghezza e i 3,5 metri di profondità.
Nella prima scena viene riproposta l’Annunciazione dell’Angelo Gabriele a Maria Vergine e in primo piano sulla sinistra appare il borgo di Calvello.
Nella seconda scena si ricorda il censimento ed ha come sfondo i Sassi di Matera.

Nella terza scena viene riprodotto lo sfarzo del palazzo di Erode con Castelmezzano e le Dolomiti lucane che spiccano sullo sfondo anche nella quarta scena con l’annuncio ai pastori della nascita del Messia.
Nel cuore del presepe viene riproposta la quinta scena, il fulcro dell’intero capolavoro, la Grotta di Betlemme con rocce prese dalla fiumara di Anzi e che gli esperti fanno risalire a circa 1500 anni fa.
La sesta scena richiama la fuga in Egitto, con il tempio di Esna, sul fiume Nilo.
La strage degli innocenti, nella settima scena, fa emergere scorci di Potenza, capoluogo della regione, come anche nell’ottava scena con Gesù presentato al tempio, a Simeone.
Nella nona scena Nazaret è rappresentato dai vicoli, dalla piazza di Anzi, con la Chiesa di Santa Maria che svetta sul Monte Siri e così domina l’intero paesello montano.

Il presepe si chiude con la decima scena, Gesù ritrovato tra i dotti del tempio che spiega e interpreta le Sacre Scritture.
Il presepe essendo stabile è possibile visitarlo durante tutto l’anno ma in queste feste esso è diventato il polo d’attrattiva per i turisti che vogliono festeggiare il Santo Natale al borgo.

 

by Concetta Padula