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L’Immortale.

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In attesa dell’uscita della serie cult Gomorra 5 di cui non si conosce ancora la data di pubblicazione su Sky. I fans del genere potranno consolarsi andando al cinema dal 5 dicembre a vedere il film che è un prequel della famosa serie TV, L’Immortale. Il film è basato sul personaggio di Ciro Di Marzio, amico fraterno del boss Genny Savastano, per il quale si è sacrificato alla fine della terza stagione. Protagonista Marco D’Amore che nella serie veste i panni di Ciro, sua anche la regia.

La sua iniziazione come regista era avvenuta sul set della quarta stagione della serie, (per la quale ha diretto diversi episodi), dove lui non poteva prendervi parte in quanto era rimasto ucciso nel finale della terza.

Diversa e tanta è stata l’esperienza che ha dovuto dimostrare, un film non è mai una serie TV anche se di successo internazionale. Il racconto inizia con la sequenza finale della serie dove il corpo di Ciro affonda nelle acque del Golfo di Napoli, mentre va giù verso il fondo, nella sua mente passano i ricordi di quando sopravvive ancora neonato, al crollo di una palazzina durante il terremoto del 23 novembre del 1980. Quindi con un salto temporale si va avanti a dieci anni dopo quando comincia la sua vita spericolata nelle strade di Napoli dove cerca di sopravvivere in un modo o nell’altro. Il racconto pur essendo vicino al linguaggio di “Gomorra”, è ricco di flashback e salti temporali, che non esistono nella narrazione della serie televisiva. Invece nel film i flashback hanno uno spazio importante, il regista li usa spesso per muoversi a suo piacimento nella storia. Siamo nella Napoli fine Anni 80. Ciro ha circa 9 anni, e come racconta il regista durante una intervista si muove in un contesto malavitoso più guascone, piratesco, quasi “romantico”, fatto di scelte sbagliate ma diverso da quello che troviamo nella serie. Nel periodo storico raccontato, la malavita si dedicava unicamente al contrabbando di sigarette grazie al quale in quegli anni campavano 250 mila famiglie. La droga eroina e cocaina non era ancora il business della camorra, lo divento solo qualche anno dopo, che lo stato, viste le perdite che aveva con il contrabbando, che di fatto aggirava il monopolio, intensifico i controlli e gli arresti dei contrabbandieri, fu allora che Napoli si trasformo in una enorme piazza di spaccio. L’Immortale è un film che racconta un’altra Napoli, quella più oscura della serie ideata da Roberto Saviano, vicina ad un altro film basato sempre sul lavoro di Saviano, ” La paranza dei bambini ”.