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THE IRISHMAN

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Come anticipato sul nostro sito web, ieri è stato pubblicato sulla piattaforma streaming Netflix l’ultimo film del maestro Martin Scorsese. Il film è ispirato a una storia vera, quella di Frank Sheeran,(Robert De Niro) un ex trasportatore e veterano della seconda guerra mondiale che diventa un sicario della Mafia Italo americana. Frank ama definirsi uno che imbianca le case nel senso che quando uccide le sue vittime colpendoli di solito alla testa il loro sangue schizza sulle pareti dipingendole di rosso. Il suo mentore e protettore è Russell Bufalino, (Joe Pesci) quasi un padre per il suo pupillo. Russel lo metterà in contatto con il celebre sindacalista Jimmy Hoffa,(Al Pacino) uno degli uomini più potenti d’America. Nel film si parla anche dei Kennedy che dopo avere preso i voti della mafia che permetteranno a John Fitzgerald Kennedy di diventare il 35º presidente degli Stati Uniti, di fatto si metteranno contro Jimmy Hoffa capitanati da Robert Kennedy per il suo coinvolgimento con la Mafia e i prestiti garantiti loro per la costruzione di Las Vegas. Nel film si parla anche degli inutili tentativi di John Fitzgerald Kennedy di riappropriarsi di Cuba, e chiaramente del suo omicidio sembra per mano della stessa mafia. Il film diciamolo subito è un altro pezzo di storia del cinema raccontato con mano: ferma, decisa e creativa dal grande maestro Scorsese. La grande cultura cinematografica si intuisce subito dal colossale inizio dopo i titoli di testa, un piano sequenza ci introduce nella casa di cura per anziani dove ormai vecchio passa i suoi ultimi giorni di vita Frank Sheeran. Quando la macchina da presa si ferma sul suo primo piano Frank inizia a raccontare il film strutturato su 211 minuti di grande cinema. Tutte le scene sono misurate per fotogrammi mai uno in più o in meno di quanto necessario.

Le musiche sono eccezionali, cosi come tutti i dettagli del racconto, abiti, auto, caratteristi, comparse. Tutto è preciso impeccabile, i dialoghi precisi con parole e silenzi che spiegano i fatti e il loro precipitare. Grande, veramente grande opera cinematografica. Solo due dettagli che menziono per i grandi osservatori di cinema che sono purtroppo non precisi. I costosissimi effetti speciali che ci restituiscono De Niro e Al Pacino più giovani, di venti, venticinque anni sono perfetti sui volti ma non funzionano sui corpi dei due adulti attori. Infatti i loro movimenti lasciano trasparire la loro età anagrafica. Poi per concludere una vera piccolezza di montaggio, su una telefonata che De Niro fa alla moglie di Hoffa, vediamo l’attore seduto che alza il telefono ma il cut non è piaciuto a Scorsese e quindi c’è un taglio sulla stessa Inquadratura (non si dovrebbe mai fare perché da un leggero fastidio) che mostra tutto il dialogo che segue. Una veramente piccola cosa che sfuggirà ai normali spettatori non addetti ai lavori.