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La vera emergenza: i morti sul lavoro

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Dipinto di Carlo Soricelli, curatore dell'Osservatorio

Il 1° gennaio 2008, in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp morti poche settimane prima, viene aperto l’Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro, unico sito che monitora in tempo reale tutti i morti, compresi i non assicurati INAIL e i lavoratori in nero. Ad oggi 23 gennaio sono 37 i morti per infortunio sui luoghi di lavoro del 2019 (almeno altrettanti sulle strade). Nel 2018 i morti sono stati 704 e considerando i morti sulle strade ed in itinere, a tutti gli effetti morti sul lavoro anch’essi, si arriva a più di 1450 lavoratori morti per infortuni, il dato più alto da quando è stato istituito l’Osservatorio dieci anni fa. In questo arco di tempo c’è stato un aumento del 9,4%, del 9,7% rispetto al 2017; mente quindi chi dice che le morti sul lavoro diminuiscono. Si tratta di una strage, un’emergenza continua che però sembra non interessare, forse perché non permette di guadagnare facile consenso sulla pelle di nessuno. Il “governo del cambiamento” intanto, per poter fare i propri spot sulle misure bandiera da presentare in tempo per le elezioni europee, se da una parte aumenta nella misura del 10% gli importi delle sanzioni sia amministrative che penali, d’altra parte riduce le tariffe che le aziende versano all’INAIL per l’assicurazione obbligatoria e quindi si prevedono minori entrate per l’istituto, anche mediante la “riduzione delle risorse strutturali” ad esso destinate per il finanziamento dei progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Evidentemente la vera emergenza non viene affatto ritenuta tale, mentre ogni giorno la conta dei caduti sul lavoro sale.