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La senatrice Grazia D’Angelo (M5s): “Il Ponte sullo Stretto non è previsto nel contratto di Governo

Si pensi più alle esigenze dei siciliani e meno alla campagna elettorale"

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MESSINA. «Il Ponte sullo Stretto non è previsto nel contratto di Governo. Continuare a tirarlo in ballo serve solo a distogliere l’attenzione dai problemi incombenti della Sicilia e di tutto il Mezzogiorno, dei quali intendiamo farci carico nell’immediato, come dimostra l’istituzione dell’Autorità Portuale a Messina, che sarà fondamentale per la portualità del capoluogo e di Milazzo, ma anche il Reddito di Cittadinanza e l’introduzione della “quota 34” negli investimenti, un terzo dei quali saranno destinati al Sud, senza dimenticare l’autostrada Ragusa-Catania, che presto sarà realtà, il raddoppio ferroviario fra Giampilieri e Fiumefreddo e lo stanziamento di 25 milioni per la ristrutturazione dell’aeroporto di Reggio Calabria».
Parole della senatrice del M5s Grazia D’Angelo, che a margine dell’incontro “La Sicilia e l’Italia: un progetto di coesione e di condivisione”, tenutosi sabato 19 gennaio a Palazzo Zanca, interviene sull’annosa questione del Ponte di Messina: un tormentone ciclico che torna in auge periodicamente alla vigilia di ogni tornata elettorale.
«Al netto delle varie posizioni in merito, favorevoli o contrarie, non è possibile pensare che la crescita infrastrutturale della Sicilia debba essere messa sotto scacco dal progetto Ponte: si tratta di una sorta di “ricatto” che per decenni ha paralizzato lo sviluppo dell’intera regione, comportando per di più una spesa di 300 milioni di euro, certificata dalla Corte dei Conti, senza che si sia ancora smossa una sola pietra. La Sicilia ha invece urgente bisogno di una cura rapida, per superare in maniera immediata il ritardo atavico dell’isola nel sistema di trasporti. Per questo, prima di pensare a opere mastodontiche che fanno presa in campagna elettorale, è fondamentale rimettere a nuovo strade, autostrade e linee ferroviarie, che non possono di certo essere “barattate” con il nulla osta sul Ponte, come a qualcuno ha fatto comodo far credere in passato. Solo quando milioni di siciliani non saranno più costretti ad affrontare strade colabrodo e odissee quotidiane potremo metterci serenamente a discutere del Ponte, senza alcuna posizione pregiudiziale».