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Arrestati dipendenti di Riscossione Sicilia a Catania e Messina

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(ANSA) – CATANIA, – Tre persone sono state poste agli arresti domiciliari dal Gip di Catania, su richiesta della locale Procura distrettuale, nell’ambito di indagini della Guardia di Finanza su professionisti e dipendenti ‘infedeli’ di Riscossione Sicilia. Per altri tre indagati sono state disposte misure interdittive. Sono accusati, a vario titolo, di concorso in corruzione continuata, accesso abusivo ad un sistema informatico e rivelazione di segreti d’ufficio. Tra i destinatari delle misure cautelari ci sono due avvocati catanesi, di cui uno già dirigente in pensione della Serit (oggi Riscossione Sicilia Spa), e tre funzionari attuali dipendenti dell’Ente di riscossione regionale di Catania e Messina. I particolari dell’operazione saranno resi noti alle 10.30 durante un incontro con i giornalisti nella sala stampa della Procura di Catania, alla presenza del procuratore Carmelo Zuccaro.

La Procura di Catania ha  contestato alle sei persone indagate a vario titolo di concorso in corruzione continuata, accesso abusivo ad un sistema informatico e rivelazione di segreto di ufficio. I sei sono destinatari di un provvedimento cautelare emesso dal gip del Tribunale di Catania. L’inchiesta, denominata Gancio, è stata condotta dai finanzieri di Catania.

Ai domiciliari sono finiti l’avvocato Sergio Rizzo, 75 anni, ex dirigente in pensione della Serit, il figlio Settimo Daniele Rizzo di 44 anni, Claudio Bizzini, 66 anni, ex dipendente di Riscossione Sicilia anche lui pensionato. Sospesi dal servizio invece tre funzionari di Riscossione Sicilia. Si tratta di Rosario Malizia, 54 anni, addetto al settore contabilità versamenti e rendicontazione a Messina, Giovanni Musmeci, 62 anni, responsabilie delle procedure esecutive a Catania e Matilde Giordanella di 57 anni, addetta al settore notifiche a Catania.

Secondo quanto emerso dall’inchiesta dei finanzieri il sistema era stata ideato dall’avvocato Sergio Rizzo che aveva mantenuto i rapporti all’interno dell’ufficio ottenendo anche canali preferenziali per i clienti suoi e del figlio. E i dipendenti infedeli ottenevano 50 euro per ogni accesso indebito al sistema per comunicare la posizione fiscale debitoria di ogni contribuente, soprattutto per quelli che volevano accedere alla cosidetta rottamazione delle cartelle esattoriali. L’avvocato Rizzo “ringraziava” i dipendenti infedeli anche con altre regalie, come la forniture dell’impianto di climatizzazione peril B&B avviato da un familiare di Rosario Malizia e un posto di lavoro per un familiare di Giovanni Musmeci trovato dall’avvocato Rizzo.