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Comitato Cittadini Residenti nel Centro Storico: l’ordinanza “Movida selvaggia “si sta rivelando un semplice atto declamatorio

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L’ordinanza sindacale di quella che è stata definita “movida selvaggia” si sta rivelando un semplice atto amministrativo declamatorio, e del tutto privo di effetti concreti. In quanto è una ordinanza, che, a differenza di quelle emanate dai Sindaci di altre città, non prevede la comminazione di sanzioni per i trasgressori, cioè, in questo caso specifico, i gestori dei locali.
Così come, al di là di un generico riferimento alle varie forze dell’ordine, manca totalmente della indicazione di meccanismi adeguati per poterne assicurare il rispetto e l’osservanza. Sarebbe stato opportuno accompagnare il provvedimento con un raccordo operativo fra le Autorità competenti interessate, per individuare i servizi di controllo del territorio e di intervento.
Ne è derivato nei primi giorni di applicazione un mancato rispetto dell’ordinanza da parte dei gestori di diversi locali del centro storico cittadino. Gestori che, in barba agli orari previsti, soprattutto nell’area compresa fra le vie Cesare Battisti, Cardines, Cratemene, Garibaldi, San Giacomo e Piazza Duomo, hanno diffuso musica a tutto volume, di molto oltre l’orario stabilito ed in alcuni casi fino alle prime ore dell’alba.
Ma va riscontrata anche l’impotenza della Amministrazione Comunale rispetto a tali comportamenti incivili, in quanto la Polizia municipale dispone solo di una pattuglia per eventuali interventi in tutto il territorio cittadino e che peraltro può entrare in servizio solo dopo mezzanotte, cosi come non possono essere utilizzati per i servizi notturni i nuovi agenti presentati in pompa magna, né tantomeno la Polizia Metropolitana.
Con il risultato che i cittadini abitanti in tale area sono stati costretti a segnalare ripetutamente i disturbi al riposo notturno procurati dalla musica diffusa da certi locali e dagli schiamazzi procurati da un certo tipo di avventori, senza aver potuto riscontrare interventi risolutivi.
Né si può pensare che il “controllo” sul rispetto de detta ordinanza possa essere demandato alle “ronde” degli stessi cittadini, che dovrebbero svolgere un ruolo di supplenza rispetto alle forze dell’ordine, con possibili risvolti degenerativi.
È auspicabile un raccordo con il coinvolgimento pieno del Prefetto e del Questore, dato che tale fenomeno assume anche una valenza di ordine pubblico, affinché le istituzioni facciano prevalere la loro autorevolezza rispetto ai comportamenti arroganti di incivili, che pensano solo ai loro interessi di “lucro”, senza tenere minimamente in considerazione alcuni diritti dei cittadini sanciti dalla Costituzione e dalle leggi vigenti.