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Gare e tesserati fantasma per chiedere contributi. Chiesti 31 rinvii a giudizio nel Messinese

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Ben 31 persone indagate per le quali la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) ha chiesto il rinvio a giudizio, per “presunte” associazioni sportive che operavano nel settore del ciclismo, tra cui alcuni alti dirigenti, che attestavano gare mai avvenute. Certificavano l’esistenza di associazioni in realtà inesistenti, e gonfiavano i tesseramenti: tutto per ottenere i finanziamenti della Regione. Fausto Coppi, Gino Bartali: sono questi i nomi dei grandi campioni utilizzati per alcune delle società ciclistiche tra Terme Vigliatore e Barcellona. Nomi usati fuori luogo e a sproposito, secondo le indagini effettuate dalla Guardia di Finanza, che hanno rivelato che quelle società niente, di fatto, avevano a che fare col vero sport del ciclismo.
La Procura di Barcellona Pozzo di Gotto contesta agli indagati i reati di truffa finalizzata al conseguimento dei contributi destinati al potenziamento delle attività sportive con l’aggravante per Giovanni Duci, già sindaco di Terme Vigliatore, e Francesco Pagano (deceduto lo scorso maggio), di associazione a delinquere. Tesseramenti fittizi, attività sportive inesistenti per 60 società che hanno ottenuto dall’assessorato regionale al Turismo più di 120 mila euro per incentivi alle attività sportive.

Duci e Pagano hanno ricoperto ruoli di vertice all’interno della Federazione ciclistica italiana: il primo è stato vicepresidente del consiglio federale nazionale (dal 2013 al 2016) e il secondo presidente regionale (dal 2004 al 2012). Duci era stato già sanzionato nel 2016 dal tribunale federale della Fci per avere alterato il processo di formazione ed espressione delle scelte elettorali degli organismi dirigenti della Fci”.

I verbali di gara delle manifestazioni amatoriali ed agonistiche svoltesi tra il 2010 e il 2015 in 85 verbali veniva falsamente attestata la partecipazione a gare e manifestazioni in realtà mai svolte e comunicato un numero di tesserati e atleti anche sei volte superiore rispetto al numero reale. Nel complesso sono trenta le associazioni fantasma individuate, mentre ammonta a 80.000 euro il danno erariale arrecato e segnalato alla Corte dei Conti e alla Regione Sicilia per poi consentirne il recupero.