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Etna, sisma di magnitudo 4.8 a Catania. Crollano case, dieci feriti

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Il centro più colpito è Fleri, una frazione di Zafferana Etnea.

Momenti di paura, gente in strada, soprattutto famiglie con bambini, nei paesi vicini all’epicentro del terremoto di magnitudo 4.8 registrato alle 3,19 con epicentro tra Viagrande e Trecastagni in provincia di Catania.  Il centro più colpito è Fleri, una frazione di Zafferana Etnea, ma si registrano danni a Santa Venerina dove sono caduti calcinacci dalla facciata della chiesa principale Santa Maria del Carmelo in Bongiardo, a Zafferana Etnea e nell’Acese. I danni sono evidenti in diversi paesi e ci sono almeno dieci feriti lievi tra i quali una donna estratta dalle macerie della casa gravemente danneggiata, a Fleri. E’ stato chiuso precauzionalmente al traffico un tratto dell’autostrada Catania-Messina, la A18, per la presenza di ‘lesioni’ sospette sull’asfalto createsi dopo la scossa. Il blocco è tra i caselli di Acireale e Giarre. La riapertura sarà decisa dopo sopralluoghi e verifiche su sicurezza e stabilità del tratto autostradale al momento chiuso al traffico. Il prefetto Sammartino ha ordinato l’apertura di scuole e palestre comunali per accogliere le persone che non possono o non vogliono rientrare nella propria abitazione, perché inagibile o per paura. L’assistenza è stata delegata alla Croce Rossa.

Terremoto: M5s, valutare subito danni edifici storici nel Catanese: “Il terremoto che ha colpito il Catanese ha fatto non pochi danni. Molti sono gli sfollati e molti sono gli edifici storici da monitorare. La Sicilia, ricordiamolo, ha un enorme patrimonio culturale da preservare. Una bella percentuale di questa ricchezza, come in buona parte del territorio, è presente nelle chiese e nei centri storici”. Lo affermano Barbara Floridia e Loredana Russo, senatrici siciliane del M5s in commissione Cultura, aggiungendo che “bene ha fatto il ministro per i Beni e le attivita’ culturali Alberto Bonisoli, ad attivarsi subito per valutare i danni perche’ solo un intervento cosi’ tempestivo puo’ arginare conseguenze ancora piu’ gravi”.

Sono quasi 2000 le segnalazioni pervenute presso gli uffici dei sette comuni pedemontani maggiormente interessati dal sisma delle ore 3.20 della scorsa notte. Acireale con più di 1000 segnalazioni e Zafferana Etnea con oltre 500 sono i comuni più colpiti, ma anche Acicatena, Aci Bonaccorsi, Aci Sant’Antonio, Santa Venerina e Viagrande hanno registrato danni.

Al momento la priorità è quella di assicurare un ricovero per chi ha l’abitazione inagibile, a tal proposito i comuni hanno anche firmato un protocollo d’intesa con Federalberghi Sicilia.
Poco dopo le 19.00 si è tenuta una riunione operativa con i sindaci dei comuni interessati presieduta dal Presidente della Regione Nello Musumeci che ha sottolineato :“Non dobbiamo agire sull’onda emotiva. Faremmo un grave errore se così fosse. Mi sorprendo, comunque, quando qualcuno si sorprende delle attività sismiche. La Sicilia è la regione più esposta d’Italia e nel contempo quella meno attrezzata dal punto di vista infrastrutturale. L’80 per cento delle nostre scuole non è a norma, così come molti degli edifici strategici”.Alla riunione erano presenti anche gli assessori alla Salute Ruggero Razza, alle Infrastrutture Marco Falcone, il capo della Protezione civile regionale Calogero Foti che si detto soddisfatto per la risposta del sistema di protezione civile :“Il Presidente assieme sindaci ha rivisitato quanto fatto nella giornata e si è provveduto a definire tutte le azioni che il sistema deve avviare nei prossimi giorni per ripristinare un veloce rientro alle condizioni di normalità. Evidentemente tutti quanti hanno collaborato nel modo migliore e le azioni sono state a mio avviso efficaci. Adesso si deve riuscire a trasmettere alle varie comunità interessate dall’evento quanto fatto in modo tale da ripristinare la serenità che deve contraddistinguere le azioni quotidiane della vita di ogni cittadino”.