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Olio: M5S, proposta di legge su sanzioni per truffe

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Olio d’oliva spacciato per extravergine. A scoprire il raggiro sono stati i carabinieri del Nas di Torino dopo le verifiche partite a seguito di una segnalazione di una rivista di consumatori alla procura torinese. Secondo le analisi eseguite a campione dai laboratori dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli su oli di note marche, il prodotto non era extravergine come invece pubblicizzato sulla bottiglia. Ancora ombre su ciò che realmente troviamo in bottiglia: è extravergine di oliva o no? Sono domande a cui la politica può e deve dare risposta e il Movimento 5 Stelle è pronto a fare la propria parte. Una proposta di legge a mia prima firma aggiorna modi ed entità delle sanzioni: oggi in Italia si arriva al paradosso che non vengono sanzionate condotte che a livello europeo sono vietate. Così, c’è chi la fa franca nonostante il notevole e scrupoloso lavoro degli organi di controllo e spaccia un olio per un altro ingannando i consumatori e attuando pratiche sleali”. Lo afferma Giuseppe L’Abbate, portavoce del Movimento 5 Stelle in commissione Agricoltura alla Camera, primo firmatario della proposta di legge.

“L’attuale classificazione degli olii d’oliva – riprende L’Abbate – è stabilita dall’Unione europea, che prescrive per le diverse categorie di olio caratteristiche non previste dalla legge 1407 del 1960 sulla classificazione e la vendita degli olii di oliva, ancora in vigore. La norma italiana ignora, ad esempio le caratteristiche organolettiche e i limiti degli isomeri trans dell’acido oleico, principale componente dell’olio di oliva. Inoltre, non prevede alcune tipologie di esame per la classificazione degli olii di oliva. Con l’approvazione della mia proposta di legge si utilizzerebbero strumenti, tecniche, caratteristiche divenuti scientificamente obiettivi per stabilire le diverse tipologie e qualità di olio di oliva”  ha tenuto a precisare il deputato.La rivista Test nel maggio 2015 aveva pubblicato un lungo articolo sulla vicenda, parlando delle analisi dell’olio extravergine e dei risultati. La rivista spiegava all’epoca che per essere extravergine l’olio, in base al regolamento Cee, deve essere ottenuto per estrazione con soli metodi meccanici e rispettare una serie di parametri chimici e organolettici: l’acidità (per essere extra non può superare gli 0,8 per cento di grammi di prodotto), la presenza di perossidi (al massimo 20, indicano il livello di ossidazione) e gli alchil (valori chimici che indicano la qualità dell’oliva). È sufficiente che non sia rispettato uno solo dei parametri previsti, che l’olio viene declassato a “vergine” o “lampante”.