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Messina , promozione prodotti del territorio all’Istituto agrario Pietro Cuppari

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Nel Monastero San Placido Calonerò domenica scorsa, con grande impegno, le piccole aziende locali di Messina Sud hanno realizzato una degustazione per dare visibilità al loro lavoro che, di fatto, è la difesa delle tradizioni agricole e culinarie con le quali e delle quali, sono vissute intere generazioni della zona Sud di Messina.

Oggi – più per moda che per vera coscienza culturale – siamo molto spesso alla ricerca di alimenti bio, “di casa”, anche se molto di rado riusciamo ad immaginare e sentire il gusto dei prodotti antichi che odorano di zappa, di forni accesi con muddacchini e ginestri, di sudore umano ed animale, di fatica.

Sono questi sapori che le piccole aziende di Pezzolo, Santa Margherita, Santo Stefano Medio, Santo Stefano Briga, ecc., domenica scorsa, nell’Enoteca dell’Istituto Agrario Cuppari nel Monastero Benedettino San Placido Calonerò, hanno offerto alle persone intervenute i loro prodotti.

Non si è trattato di una di quelle degustazioni famose, dove partecipano migliaia di persone. No! E’ stata una degustazione semplice, timida, quasi schiva, rappresentativa del carattere della gente che lavora la terra, gente semplice, concreta, orgogliosa.

La CAIFA, azienda di Pezzolo che produce conserve di prodotti locali, ha aperto la degustazione con i suoi prodotti: pomodori secchi, giardiniera, olive schiacciate, ecc..

 

I vini: il Faro doc PIANO SOLE 2014 – nastro d’argento – dell’azienda Lepardo di Santo Stefano Medio ed il faro doc SAN PLACIDO delle Cantine dell’Istituto Cuppari, per rimettere in sesto le papille sative, pronte per la seconda degustazione.

 

La pasta – LA MOLINARA di Santo Stefano Briga – e fagioli bianchi con il finocchietto selvatico, chiara e vellutata. Il ricordo di un piatto antico che ha nutrito i nostri avi ed anche i meno giovani di noi. Certo la prima nella distribuzione la pasta e fagioli aveva un forte odore di fumo, e non ha ricevuto grandi apprezzamenti dai più “cittadini”; mentre i meno “cittadini”, come me, hanno gustato anche l’odore del fumo. Fortunatamente Giovanni della CAIFA, con i suoi collaboratori, hanno provveduto a ripresentare il piatto meno affumicato, così gli ultimi “cittadini” hanno apprezzato.

Per la seconda pulitura delle papille sative ci hanno pensato sempre i vini del territorio delle Cantine Cuppari e Lepardo.

Poi il piatto forte, salsiccia dei suini locali alla brace. Semplice e tradizionale la salsiccia ha condito ottimamente il panino del panificio GUARNERA (guarnera.it.). C’è stato un momento di panico quando è stato comunicato che la salsiccia era finita. Già il disappunto delle persone in fila si faceva evidente. Ma ecco che Giovanni è interventuto con un’altra buona quantità di salsiccia ed ha riportato il sorriso. Era stato solo un disguido.

Non è mancato il momento musicale con dei cantanti d’opera e due giovani pop, molto bravi.

Nulla da dire sulla genuina qualità dei prodotti del territorio ed è apprezzabile lo sforzo delle aziende per promuovere il loro lavoro; ma la comunicazione, la promozione di buoni prodotti non può essere lasciata all’improvvisazione; non basta la buona volontà per fare promozione. Così come non ci si può inventare coltivatori, allo stesso modo non ci si può inventare organizzatori e fare comunicazione.

 

L’evento poteva e doveva porre in evidenza la location, sfruttando il valore storico (dal medio evo al 900) del Monastero Benedettino di San Placido Calonerò, ed attraverso quel valore culturale associare il valore del territorio. In fondo è attorno a quello storico edificio che viveva la cultura della coltivazione delle colline di Pezzolo, Santa Margherita, Santo Stefano medio e Briga.

 

Coraggio Cuppari, CAIFA, Lepardo, La Molinara, Guarnera, provateci ancora, continuate a produrre le vostre perle del territorio, ma per l’organizzazione e la comunicazione cercate consiglio, si può fare e fare molto meglio per promuovere il vostro lavoro.

giovanni tornesi