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L’Istat conferma il divario Nord-Sud

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I dati Istat su condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie relativi al 2017 pubblicati stamattina, pur rilevando una condizione stabile o leggermente migliore per alcuni elementi, continua a fotografare l’infinita questione meridionale nel silenzio generale. Cresce il reddito netto medio annuo per famiglia (30.595 euro, circa 2.550 euro mensili) del 2%, cresce in tutte le fasce e soprattutto nel quinto più povero, e quindi si riduce il divario tra questo e il quinto più ricco) da 6,3 a 5,9, ma resta al di sopra dei livelli pre-crisi: 5,2 nel 2007. Si riduce anche la percentuale delle persone a rischio di povertà o di esclusione sociale secondo la definizione europea, dal 30,0% del 2016 al 28,9%. Le persone a rischio povertà sono il 20,3%, l’anno precedente il 20,6% mentre si riducono sensibilmente i soggetti che vivono in famiglie gravemente deprivate, dal 12,1% al 10,1% e coloro che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa, dal 12,8% al 11,8%. La situazione non è comunque rosea; l’indicatore europeo è dato dalla percentuale di persone che si trovano in almeno una delle tre condizioni sopra scorporate: vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro, a rischio di povertà o in condizioni di severa deprivazione materiale.

Se i dati nazionali non sembrano particolarmente allarmanti, è dal confronto tra le diverse aree regionali che la situazione appare impietosa e preoccupante: nel cosiddetto Mezzogiorno si concentra la maggior parte delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale, addirittura il 44,4% della popolazione, anche se in calo rispetto al 46,9% del 2016. Si tratta di quasi una persona su due, contro il 16,1% del Nord-est, il 20,7% del Nord-ovest e del 25,3% del centro. Questi dati non sono certo una novità, come non lo è il silenzio generalizzato di rappresentanti e istituzioni a tutti i livelli, come se le differenze socioeconomiche tra Nord e Sud fossero naturali e non chiaro sintomo di un rapporto asimmetrico e di dominio che ha profonde radici storiche, sociali ed economiche.