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ENNESIMO INCIDENTE MORTALE NELL’ A18 E SULLA CRONICA INSICUREZZA DELL’AUTOSTRADA GESTITA DAL CAS

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L’ennesimo incidente mortale, avvenuto nelle Autostrade Siciliane del CAS lo scorso giovedì sull’ A18 all’uscita della Galleria Sant’Antonio, prima dello svincolo di Taormina, tra un’auto guidata da Fabio Cardella, 61 anni, (che ha perso la vita) e un’autocisterna (con quattro feriti di due macchine coinvolte a catena), ha drammaticamente riacceso le luci su un tratto viario irrimediabilmente rischioso. Pur non entrando nel merito della dinamica dell’incidente, rileviamo che  il doppio senso di circolazione sulla carreggiata lato monte nel tratto tra Taormina e Giardini Naxos, visto che quella di valle è chiusa dal 13 novembre per i lavori nelle gallerie Sant’Antonio, Taormina e Giardini, iniziati già a metà ottobre, ha reso molto pericolosa la circolazione. E di riapertura non se ne parla date le criticità riscontrate in quel tratto; nel tratto dov’è avvenuto l’incidente stradale mancava altresì un’autovelox (richiesto da molti utenti automobilisti) che potesse anche moderare la velocità e ridurre quindi eventuali incidenti. Rileviamo con tristezza e rabbia che a distanza di più di tre anni…non si è posto rimedio alla frana sull’A18 in direzione Letojanni-Sant’Alessio, si rileva oramai la cronica protervia e decennale incapacità della concessionaria CAS dall’assolvere agli impegni minimi obbligatori a garanzia della sicurezza di chi percorre giornalmente il nastro autostradale a pagamento del CAS. Non una delle 198 colonnine SOS risulta funzionante da oltre lo scorso decennio, nessun ammodernamento delle strutture atte a prevenire gli incidenti (regolare scerbatura che compromette visuale e cartellonistica, assenza dei catadiottri circoscriventi i limiti della carreggiata cieca durante le piogge, assenza di videosorveglianza o assistenza, ecc.).

Ci chiediamo inoltre, riguardo il ruolo o la pertinenza della Polstrada insistente nelle autostrade siciliane del CAS, strumento atto a reprimere (giustamente) le violazioni rilevate nelle scorrettezze dell’utenza indisciplinata, la stessa si limita a rilevare le violazioni al Codice della Strada all’utente o anche al gestore del manufatto inadempiente?

Allo stato prevale solo la scarsa sicurezza e la scarsa manutenzione ordinaria e straordinaria dell’A18, già denunciata nel lontano 2011 dall’ACU-Associazione Consumatori Uniti in seguito a sette morti nei primi trentacinque giorni dell’anno ! Ancor oggi restano validi quegli inquietanti interrogativi: sono state fatte accurate indagini per verificare  se la quota di legge (almeno il 35% dei cospicui pedaggi) per investimenti sulla sicurezza ordinaria e manutenzione straordinaria sia stata o meno effettivamente utilizzata (e come?) per tali finalità?? Un dispositivo di decadenza della convenzione che affidava al CAS la gestione del’A 18 era stato emanato già in anni precedenti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per incapacità gestionale nel coprire i costi di esercizio con il pedaggio incassato e fatturato. Il controllodella concessionaria CAS è di competenza regionale o ministeriale?.

Piuttosto che limitarsi ad annosi proclami, come ci hanno abituato i vari responsabili CAS o i governi regionali, che si sono succeduti fino ad ora, pensiamo e ribadiamo che è necessario un commissariamento giudiziario del CAS, ma che nessuna battaglia sulla sicurezza delle autostrade e strade siciliane e non possa essere vinta senza un controllo e una costante partecipazione dal basso dei cittadini, dei lavoratori e delle lavoratrici pendolari e residenti in quei luoghi, che non devono limitare a lamentarsi, ma devono organizzarsi e lottare per non essere schiacciati da incidenti automobilistici, frane e precarietà !

Filippo Sutera, coordinatore regionale-Sicilia C.U.B. (Confederazione Unitaria di Base)                                                     Giovanni Interdonato del comitato NO Frane della riviera jonica messinese     Giacomo Di Leo, coordinatore provinciale (ME) del Partito Comunista dei Lavoratori                                                                                                                                   Francesco Urdì, coordinatore provinciale (ME) CUB