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Nuovo Report ILO sui salari

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L’International Labour Organization (ILO), fondata nel 1919 per promuovere la giustizia sociale ed in particolare osservare e valutare gli standard lavorativi mondiali e disegnare e promuovere politiche e programmi volti a garantire lavoro dignitoso per tutti, ha rilasciato un nuovo Report globale sui salari che si focalizza in particolar modo sul differenziale salariale di genere, ma che contiene anche una serie di informazioni importanti sotto diversi aspetti. Dai dati presentati, relativi al 2017, si desume che la crescita globale dei salari è la più bassa dalla crisi del 2008: al netto dell’inflazione infatti i salari sono cresciuti dell’1,8% (nel 2016 il dato era del 2,4%). Il dato globale comprende ovviamente anche la Cina, che incide significativamente date le dimensioni e la progressione della propria economia: se si espunge il suo dato la crescita si attesta all’1,1%. Nelle economie capitaliste principali la crescita reale dei salari è praticamente ferma, lo 0,4%. In paesi come l’Italia e la Spagna il dato è negativo e addirittura è la Gran Bretagna ad avere l’incremento più modesto confrontando il dato dal 2008; l’Italia è in posizione leggermente migliore perché, anche se ha subito un calo di circa il 5% come il Regno Unito, ha visto i salari crescere dal 2014 e nuovamente scendere nel 2017. Il differenziale di genere sui salari reali resta intorno al 20%. Il report cerca di spiegare cosa determina questa discriminazione e osserva che il livello di studi non è una delle possibili cause perché le donne hanno in realtà simili o maggiori livelli di istruzione degli uomini rispetto a similari posizioni lavorative. Da un lato allora il gap è determinato dal semplice fatto di essere donna: in molti paesi, e l’Italia è uno di questi, in molti impieghi un uomo e una donna con le stesse mansioni non sono pagati allo stesso modo. Inoltre nei settori “femminilizzati”, cioè in cui il lavoro è prevalentemente femminile, le paghe sono inferiori, ed infine nei settori neutri in cui però c’è una prevalenza di lavoratrici donne il salario tende ad essere comunque minore rispetto ad aziende affini con maggioranza di lavoratori uomini.

I lavoratori nel mondo sono 3,3 miliardi, dei quali più della metà è salariata, un aumento negli ultimi 25 anni di 760 milioni di lavoratori. Più del 40% di questi sono definiti come occupati nell’economia informale, un’espressione che ricomprende sia le attività economiche legali che però non sono registrate (lavoro nero) sia le attività economiche illegali.