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Ieri sciopero dei lavoratori portuali e marittimi in tutti i porti d’Italia

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Ieri sciopero per 24 ore dei lavoratori portuali e marittimi in tutti porti d’Italia, contro la crescente diffusione dall’autoproduzione, tramite la quale le compagnie fanno svolgere ai marittimi le operazioni di rizzaggio e derizzaggio dei carichi a bordo delle navi – attività che invece competerebbe ai lavoratori delle compagnie portuali – per risparmiare tempo e costo della mano d’opera a terra. Negli ultimi tempi il verificarsi di casi di autoproduzione nei porti italiani è sempre più frequente e non un caso che solo a Genova, ci sono stati 7 interventi della Capitaneria negli ultimi 15 giorni, ma le sanzioni sono troppo basse per scoraggiare le compagnie”.

La pratica dell’autoproduzione è prevista per legge solo nel caso in cui in uno scalo non siano presenti lavoratori portuali in grado di svolgerla e sempre previa autorizzazione di Autorità di Sistema Portuale a Capitaneria di Porto, “ma ormai si verificano almeno 3 o 4 casi al giorno senza nessuna preventiva richiesta alle autorità competenti”. I rischi riguardano la sicurezza, “i marittimi non sono formati per questo tipo di intervento, che viene svolto spesso durante i turni di riposo e senza remunerazione”, e l’equilibrio sociale: “Con l’autoproduzione si sottrae lavoro ai portuali i cui livelli occupazionali sono già minacciati dalla crescente automazione dei terminal. Da mesi – concludono i sindacati – chiediamo un incontro alle associazioni di terminalisti e armatori, con l’AdSP come garante, ma non abbiamo ricevuto risposta”.