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Agenzia spaziale Russa asserisce che l’uomo non ha mai messo piede sulla Luna

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Agenzia spaziale russa ha detto che l’uomo non ha mai messo piede sulla Luna: “Tutto è stato fatto in uno studio e lo dimostreremo”

La dichiarazione controversa è stata fatta da Igor Komarov, direttore generale dello “State Corporation for Space Activities Roscosmos”, un russo specializzato in programmi spaziali di proprietà statale

Il KGB ha sempre saputo dal 1960 che l’atterraggio sulla luna non ha avuto luogo, come è stato anche noto che il viaggio di Yuri Gagarin è stato falsificato anche dal nostro governo.

I documenti possono dimostrare che il programma spaziale americano “ha portato il mondo a credere ad una serie di inganni”, ha detto l’ex colonnello del KGB, che sta per lanciare la Russia in un programma lunare.

Il RFSA (Russian Federal Space Agency) promette di attestare che gli Stati Uniti non hanno mai raggiunto la luna, secondo l’agenzia di stampa RIA Novosti.

“La Russia è in procinto di imbarcarsi in una missione con equipaggio umano senza precedenti. Il mondo deve sapere che questo non è mai stato fatto prima. Nulla sarà fatto in uno studio cinematografico di Hollywood, come l’America ha cercato di nascondere per gli ultimi 47 anni “, ha detto Komarov.

L’ex colonnello del KGB chiama, fuorviante, il programma spaziale americano:

“I paradigmi devono essere rotti e la scienza ha bisogno di superare concetti popolari che sono stati costruiti con la frode”.

Romanov assicura inoltre che:

“Il programma Spaziale Lunare Russo sarà il primo tentativo nella storia umana per provare un vero e proprio sbarco sulla luna”, ha detto.

Il modo in cui i governi hanno proceduto fino ad ora non è qualcosa che a cui possiamo dare la colpa, ma le capacità tecniche non erano presenti al momento “, ha detto l’ex colonnello.

Il dossier afferma che il viaggio 1969 è solo una credenza popolare e nega che vi fosse alcun mezzo tecnologico (dei russi) per sfidare gli americani in quel momento.

I funzionari del russo di alto rango erano consapevoli che l’impresa non era possibile con la tecnologia disponibile al momento, sostiene i Romanov, che prevede di lanciare la prima missione umana sulla Luna entro il 2020.

I teorici della cospirazione sostengono che durante il primo allunaggio (che è stato trasmesso in diretta in TV), gli spettatori potevano vedere chiaramente la bandiera americana sventolare come se ci fosse vento lì.

Dopo Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero la bandiera americana sul terreno, le immagini mostrano bandiera ondulare…

Il fatto è che non c’è aria nell’atmosfera della luna, e quindi, che vento avrebbe causato gli effetti sulla bandiera?

Un ex scienziato ha detto che negli anni ’60 non esisteva la fotografia digitale e secondo la relazione tecnica degli ingegneri della Kodak e Fuji (i più grandi produttori di pellicole fotografiche in tutto il mondo), non vi era nessun tio di pellicola (film) in grado di resistere a variazioni temperatura  da- 270 gradi a 140 gradi C.

“Sarebbe impossibile scattare foto in un posto così.” Ha detto l’ex scienziato.

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Fonte: Hackthematrix

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IL GIORNO DELLA VERITA’

di Guido Travan

Una targa dorata era stata fissata proprio alla base della scaletta del LEM. C’erano incise queste solenni parole:
Qui uomini dal pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna nel Luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace per tutta l’umanità.
A rileggere oggi quelle nobili fanno una strana impressione. Quella scritta che parla di pace a nome di tutta l’umanità sarebbe stata posata sulla Luna proprio da quella nazione che negli stessi giorni bombardava i villaggi del Vietnam con il Napalm. La foto della bandiera americana è divenuta il simbolo ostentato della potenza americana e nelle sei missioni avvenute in soli tre anni è diventata una specie di spot pubblicitario: è stata immortalata da tutte le parti, dal basso, dall’alto, con l’astronauta accanto, con il saluto militare, con il LEM sullo sfondo ecc. ecc. Strano modo di arrivare su un corpo celeste a nome di tutta l’umanità per poi affrettarsi a conficcare la bandiera come un sigillo che certifichi la garanzia del possesso, come se la Luna non fosse una conquista per il genere umano ma una colonia americana. Così è stato per gli Americani quando, in piena guerra fredda, la conquista della Luna ha convogliato lo spirito di frontiera e la competizione con i sovietici dimenticandosi però che nessuna nazione ha il diritto di rivendicare il possesso di un corpo celeste.

C’è da sottolineare come nelle sei missioni Apollo che avrebbero consentito a dodici astronauti di scendere sulla Luna nessuno ha mai perso tempo ad eseguire delle fotografie delle stelle o della Terra utilizzando un treppiede per consentire degli scatti con tempi di esposizione più lunghi necessari per ottenere quel tipo di immagini. Eppure quella sarebbe stata la prova più certa di tutte per dimostrare l’autenticità degli sbarchi visto che le immagini delle stelle viste dalla Luna non sarebbero state nemmeno paragonabili a quelle scattate dalla Terra.

Evidentemente erano troppo impegnati a conficcare le immancabili bandiere a stelle e strisce per rendere orgoglioso l’ingenuo popolo americano. Paradossalmente proprio questo infantile desiderio di manifestare simbolicamente la supremazia tecnologica e scientifica attraverso la bandiera diventa oggi una delle prove dirette che dimostrano il gigantesco inganno ai danni dell’intera umanità. Secondo gli scienziati della Nasa infatti, tutte e sei le bandiere piantate sul suolo lunare sono ancora in piedi, nonostante nel corso di quasi 50 anni abbiano dovuto sopportare l’esposizione al vuoto, a tutti gli enormi sbalzi di temperatura che vanno da oltre 100° durante il giorno a -140° durante la notte, alle micro-meteoriti, alle radiazioni e ai raggi ultravioletti. James Fincannon e gli altri scienziati del NASA Glenn Research Center di Cleveland vogliono farci credere questa assurdità dopo avere esaminato le immagini inviate dal Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) dai siti di atterraggio delle missioni Apollo, e osservato le ombre proiettate dalle bandiere nel corso della giornata. E’ perfino superfluo sottolineare come quelle immagini non possano essere considerate una prova in quanto appaiono di bassa risoluzione e comunque sarebbero facilmente manipolabili dalla Nasa stessa. La cosa più sconcertante però è che alcune recenti ricerche condotte dallo scienziato Phil Metzger hanno dimostrato come i granelli di ghiaia sollevati dagli scarichi dei moduli lunari dovevano viaggiare veloci come i gas di scarico, cioè a circa 1,2 chilometri al secondo. Le particelle di polvere accelerate dai razzi di atterraggio a quella velocità potrebbero teoricamente fare il giro della Luna e ogni elemento metallico del LEM che poteva ostacolare il getto di sabbia avrebbe dovuto lasciare segni evidenti nelle zone sottostanti. Inoltre, poiché la sabbia fine riesce a percorrere enormi distanze ad altissima velocità investendo tutto ciò che incontra lungo la sua traiettoria, la bandiera americana che era stata piantata solo a poche decine di metri dal LEM doveva essere violentemente investita e spazzata via dalle micro particelle di regolite che formano la sabbia lunare. Invece questa era rimasta tranquillamente al suo posto come risulta dai filmati e dalle foto scattate dagli astronauti attraverso gli oblò durante la fase di risalita. Il fatto che gli scienziati americani insistano nel dire che le bandiere siano ancora presenti sul suolo lunare è pertanto un’assurdità come l’intera storia delle missioni Apollo.

http://ilgiornodellaverita.blogspot.it/2016/08/le-assurde-bandiere-americane-sulla-luna.html