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Hawaii come Marte, simulazione riuscita della Nasa nel vulcano

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Missione “Marte” alle Hawaii. Si è conclusa con successo la quinta spedizione della Nasa nello spettacolare paesaggio del vulcano Mauna Loe, nell’arcipelago hawaiano, dove un gruppo di giovani scienziati ha sperimentato per ben 8 mesi tecniche di “sopravvivenza” in vista della vera missione che dovrebbe avvenire tra circa tre anni.

Il progetto si chiama Hi-Seas (Hawaii Space Exploration Anatomy and Simulation) ed è condotto dall’università delle Hawaii a Manoa con il finanziamento della Nasa.

  • Gli “astronauti”, in tuta spaziale e strutture e strumentazioni ad hoc, hanno simulato la permanenza su Marte in un ambiente arido ritenuto simile per conformazione al pianeta rosso. Il gruppo, nel corso di questi otto mesi ha mangiato prodotti in scatola e raccolto dati di interesse scientifico, oltre che svolgere attività quotidiane per mantenersi in forma.

Come si sopravvive su Marte, la simulazione della Nasa alle Hawaii

L’obiettivo è quello di avere un quadro complessivo sugli impatti psico-fisici sulla prima e storica missione su Marte, nonché “filtrare” e selezionare un nucleo di astronauti quali possibili candidati a volare sul pianeta rosso, dopo aver valutato il grado di resistenza allo stress che una missione di questo tipo comporta.

Il vulcano visto dall’alto

“L’equipaggio” era entrato nel simulatore ai piedi del vulcano Mauna Loa il 19 gennaio 2017. Durante gli 8 mesi nella “base” i sei “astronauti” hanno svolto tutte le attività previste in una eventuale missione sul pianeta rosso: prepararsi da mangiare con ingredienti a lunga conservazione, esercizio fisico, attività di ricerca, manutenzione delle apparecchiature.

Dentro il vulcano hawaiano Mauna Loa

Il progetto ha simulato l’esplorazione di Marte in tutti i suoi aspetti, anche la comunicazione fra la base e il centro di controllo ha avuto 20 minuti di ritardo come quella che ci sarebbe fra Marte e Terra durante una eventuale missione. L’equipaggio ha raccolto anche campioni di suolo all’esterno della base, indossando le tute spaziali e spostandosi in gruppi. Al termine della missione il gruppo ha preparato una cena vera e propria per festeggiare il suo successo.

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Fonte: Secondopiano news