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LA TASSA SULLA SPESA

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Evviva, evviva! E’ arrivato il nuovo anno con i soliti rincari di luce, gas, autostrade e una nuova tassa la cosiddetta tassa sui sacchetti della spesa di frutta e verdura. Nei negozi e supermercati dal 1° gennaio oltre a pagare i classici sacchetti per la spesa, ci saranno addebitati nello scontrino fiscale anche i sacchetti per frutta e verdura. Le bustine trasparenti di plastica nei negozi e supermercati devono essere obbligatoriamente fatte di materiali biodegradabili. L’obiettivo della norma è quello di ridurre ulteriormente il consumo di plastica, che è uno dei materiali più inquinanti. Ma udite, udite c’è sempre il rovescio della medaglia perchè le nuove bustine biodegradabili non potranno essere date gratuitamente ai clienti e non si potranno riutilizzare. Tutto questo comporterà un aggravio di costi per le famiglie. Ma al malumore dei consumatori si aggiunge la rassegnazione. Una domanda sorge spontanea. Il nuovo balzello a chi gioverà….? Eppure è un business da diverse centinaia di milioni di euro l’anno. Era il 3 agosto 2017, un giorno in pieno clima feriale, in cui viene approvato in commissione, con voto compatto del gruppo del Pd, l’emendamento che introduce questa nuova gabella inserendola in una legge che c’entra ben poco, il Dl Mezzogiorno. Una cosa è certa questa nuova imposizione è una vergogna italiana.

 

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