I Puffi? Un “popolo” di Comunisti

I vecchi e cari puffi! Piccole creature immaginarie di colore blu che popolano una foresta europea, queste strane creature sono comandate da un anziano chiamato Grande Puffo, ed i modelli di comportamento trasmessi dal cartone animato erano pieni di messaggi che in maniera anche esplicita richiamano al marxismo-leninismo inoltre, numerosi messaggi subliminali inseriti in varie puntate davano l’idea di un mondo governato dalle regole del socialismo reale.
Analizziamo i vari personaggi di questo cartone animato: Grande Puffo, capo indiscusso del villaggio, membro più anziano della società, egli è il capo supremo e fa rispettare le leggi del villaggio regolando le attività di ogni singolo puffo; ciò induce a fare un paragone a Karl Marx, autore de “Il Capitale” e capostipite del’idea socialista, vi è una rassomiglianza anche tra i due soggetti in questione e non a caso porta il berretto ed i pantaloni rossi, l’unico fra i puffi.
La mancata differenziazione tra i sessi e tra gli altri individui riporta all’idea comunista di società egualitaria senza barriere fra i sessi e fra gli individui; l’unica donna presente in comunità è Puffetta che si distingue dai “compagni” per via dei suoi vistosi capelli biondi. In generale i puffi si differenziano fra loro per via del ruolo che ognuno ricopre nel processo di produzione, non a caso il nome è dato dalle abilità specifiche e dai compiti che essi assumono (Puffo Inventore, Puffo Forzuto, Puffo Tontolone, Puffo Cuoco, Golosone, Vanitoso, Pittore, Poeta, ecc..); quindi la parola Puffo precede la qualifica che li contraddistingue assumendo una funzione unificatrice, ed appare naturale dunque il paragone con la parola “compagno” utilizzata dal partito comunista.
Le abitazioni dei puffi sono fatte a forma di fungo color rosso e le dimensioni sono molto limitate (elemento tipico dell’edilizia popolare sovietica); Gargamella è il famoso nemico, un uomo brutto e perfido che ha l’obiettivo di catturare i Puffi per trasformarli in oro, ciò rappresenta la raffigurazione umana del capitalismo (trasformare i Puffi in oro, cioè in mercato); al suo fianco c’è un gatto di nome Birba, dall’aspetto ripugnante, che in origine del cartone si chiamava Azreal, nome di origine ebraica, popolo da sempre malvisto dal regime sovietico.
Un ultimo punto a favore di questa tesi è l’economia del villaggio che è pianificata e centralizzata sul modello socialista reale in cui Grande Puffo è l’artefice dei piani economici e non è possibile rintracciare attività private a fini di lucro nel villaggio; i puffi lavorano per vedere la produzione ridistribuita secondo criteri eguali stabili da Grande Puffo, lui stesso stabilisce cosa serve, in che quantità e quando dev’essere prodotto o raccolto.

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25/05/2017 08:30:00 - Pubblicato da Veronica Geraldini
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